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Ortigia Film Festival rende omaggio a Pasolini nel 40° della morte

SPETTACOLO
Ortigia Film Festival rende omaggio a Pasolini nel 40° della morte

Pier Paolo Pasolini

Tra gli eventi salienti della 7ma edizione dell’Ortigia Film Festival, l’omaggio a Pier Paolo Pasolini nel 40mo anniversario della sua morte. Per l’occasione saranno proiettati due lavori che testimoniano il legame di Pasolini con la classicità e il Teatro greco di Siracusa. Si tratta di 'Africa Greca' di Pasolini - 'Pasolini e l’Orestiade' (1959 – 1973) e degli 'Appunti per un’Orestiade Africana'.


Nel 1959 Pier Paolo Pasolini tradusse l’Orestiade di Eschilo su richiesta di Vittorio Gassman. L’anno successivo Gassman interpreterà e dirigerà la trilogia al teatro greco di Siracusa. Il documento, presentato al Festival, è tratto da una trasmissione radiofonica dal titolo: Le belle infedeli, ovvero I poeti a Teatro di Ruggero Jacobbi. Si tratta di un intervento di Pier Paolo Pasolini sulla traduzione dell’Orestiade e del Miles Gloriosus risalente al gennaio 1968. Le fotografie sono tratte dai sopralluoghi de Il padre selvaggio e, in parte, scattate sul set di Appunti per un’Orestiade Africana.

Quest’ultimo è un film laboratorio del 1970 dove Pasolini sperimenta l’idea di ambientare la tragedia di Eschilo nell’Africa della post-decolonizzazione. L’Africa diventa espressione di un’armonia utopica fra irrazionalità ancestrale e dominio della ragione. Gli Appunti per un’Orestiade Africana sono, al tempo stesso, un diario di viaggio e un film-saggio antropologico.

Il film, ultimato nel 1973, è rimasto pressoché inedito fino a dopo la morte di Pasolini. Si tratta del suo unico lavoro a essere stato rifiutato, per la sua scarsa fruibilità, sia dalla televisione pubblica che dalla distribuzione cinematografica. La Cineteca d Bologna lo ripropone in una nuova versione restaurata.

I due lavori saranno proeittati all’interno del Giardino dell’Artemision e verranno replicati ogni sera fino alla fine del festival. L’evento è curato da Roberto Chiesi e Loris Lepri del Centro Studi Archivio Pier Paolo Pasolini in collaborazione con la Cineteca di Bologna.



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