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Giffoni, il tedesco 'Sanctuary' vince nella sezione +13

La storia di ragazzo in cerca di libertà in un disumano collegio tedesco del '68

SPETTACOLO
Giffoni, il tedesco 'Sanctuary' vince nella sezione +13

Dal film 'Sanctuary', di Marc Brummund

Un film duro basato su una storia vera, una lotta spietata di un ragazzo per salvare l'ultimo pezzo di umanità e dignità in una società oppressiva: il lungometraggio vincitore della sezione Generator + 13 è il tedesco 'Sanctuary' (Germania, 2015). Siamo nel maggio del 1968: Rolling Stones, pantaloni a zampa di elefante, minigonne, rivoluzione sessuale, proteste contro la guerra del Vietnam sono lo scenario del mondo. Mentre la Germania si incammina verso una nuova epoca di libertà, Wolfgang, un ragazzo di quattordici anni dallo spirito ribelle e contestatario, viene mandato a Freistatt, una casa-famiglia per giovani problematici.


Lì sarà 'rieducato' per essere trasformato in un ragazzo morigerato. Wolfgang mette in atto una strenua e decisa opposizione contro le brutali condizioni di lavoro e le spietate modalità educative imposte nell’istituto, battendosi per non farsi assoggettare. Ma ci si chiede per quanto tempo riuscirà a resistere a un sistema dominato dalla violenza e dall’oppressione senza giungere a brutalizzare se stesso.

"Fino agli anni Settanta, l’istituto di Freistatt è stato considerato come una delle strutture più rigide per l’assistenza sociale ai giovani, e un capolinea comune a molte carriere nell’ambito delle case-famiglia - afferma il regista Marc Brummund, nato nel 1970 in Germania, che ha studiato psicologia e giornalismo - I destini dei ragazzi a Freistatt sono esemplari, per quella che è stata probabilmente la più grande ingiustizia mai perpetrata all’interno di questo genere di istituti in tutta la Germania".

Il film "è stato realizzato con il sostegno della Chiesa -aggiunge il regista- ed è stato girato nei luoghi originali, che sono vicini a dove sono cresciuto e a dove ho vissuto la mia infanzia. Il contrasto che vedeva, alla fine degli anni Sessanta, da una parte la rivoluzione sessuale e la conquista della libertà, e dall’altra parte un sistema chiuso e repressivo in cui il tempo sembrava essersi fermato, ha rappresentato l’incentivo principale a realizzare questo film”.



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