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In 'Quo vado?' Checco Zalone in bilico tra posto fisso e vita 'aperta'

SPETTACOLO
In 'Quo vado?' Checco Zalone in bilico tra posto fisso e vita 'aperta'

"La prima repubblica/Non si scorda mai/La prima repubblica/Tu cosa ne sai/Dei quarantenni pensionati/Che danzavano sui prati/Dopo dieci anni volati all’aereonautica/E gli uscieri paraplegici saltavano/E i bidelli sordomuti cantavano/". L'eloquente testo di questa canzone porta nelle parole e nella musica una firma inconfondibile, quella di Luca Medici, in arte Checco Zalone, che sta per tirare fuori dal cilindro il suo nuovo film 'Quo vado?', presentato oggi a Roma. Una pellicola, per la regia di Gennaro Nunziante, di cui Checco ha scritto il soggetto e la sceneggiatura, assieme a Nunziante, e che Pietro Valsecchi ha prodotto (la distribuzione è Medusa).


In sala allo scoccare del nuovo anno, 'Quo vado?', che vede la partecipazione straordinaria di Lino Banfi nel ruolo del senatore Binetto, racconta la storia di Checco, un ragazzo che ha realizzato tutti i sogni della sua vita. Voleva vivere con i suoi genitori (nel film Peppino è il padre interpretato da Maurizio Micheli e Caterina la madre interpretata da Ludovica Modugno) evitando così una costosa indipendenza e c’è riuscito, voleva essere eternamente fidanzato senza mai affrontare le responsabilità di un matrimonio con relativi figli e ce l’ha fatta, ma soprattutto, sognava da sempre un lavoro sicuro ed è riuscito a ottenere il massimo: un posto fisso nell’ufficio provinciale caccia e pesca.

Con questa meravigliosa leggerezza Checco affronta una vita che fa invidia a tutti. Un giorno però tutto cambia. Il governo vara la riforma della pubblica amministrazione che decreta il taglio delle province. Convocato al ministero dalla spietata dirigente Sironi (Sonia Bergamasco), Checco è messo di fronte a una scelta difficile: lasciare il posto fisso o essere trasferito lontano da casa.

Ma per Checco il posto fisso è sacro e pur di mantenerlo accetta il trasferimento. Per metterlo nelle condizioni di dimettersi, la dottoressa Sironi lo fa girovagare in diverse località italiane a ricoprire i ruoli più improbabili e pericolosi ma Checco resiste eroicamente a tutto. La Sironi esausta rincara la dose e lo trasferisce al Polo Nord, in una base scientifica italiana col compito di difendere i ricercatori dall’attacco degli orsi polari.Proprio quando è sul punto di abbandonare il suo amato posto fisso, Checco conosce Valeria (Eleonora Giovanardi), una ricercatrice che studia gli animali in via d’estinzione e s’innamora perdutamente di lei.

"Penso che con questo film - osserva Valsecchi, già al quarto film con il comico pugliese - Checco sia riuscito ancora una volta a migliorare se stesso. La storia è divertentissima e unica. E’ una grande avventura che porta il pubblico dal piccolo paesino della Puglia fino all’Africa, passando per il Polo Nord e la Norvegia. Il tutto condito da delle scene che sono davvero esilaranti. In più, anche se lui non lo dirà mai perché odia prendersi sul serio, è una storia che riflette in modo simpatico ma anche molto intelligente su un aspetto di grande rilevanza per il momento storico in cui viviamo: il lavoro e il pubblico impiego".

"L’attuale mondo del lavoro - evidenzia il regista Nunziante - mostra le sue fredde complessità a un Paese che fa ancora richiesta di modelli assistenzialistici. Specchio delle difficoltà di concepire il nuovo senso di occupazione si avverte in frasi tipo 'mio figlio è stato costretto ad andare a lavorare all’estero'. In quel 'costretto' si annida tutta l’impossibile comprensione del presente. Stessa cosa vale per gli imprenditori, 'lo Stato faccia qualcosa' invece che la ricerca di invenzioni e creatività interessanti. 'Quo Vado?' parte da tutto questo".

Questo film, approfondisce il regista, "è il racconto di un tempo in bilico tra certezza e incertezza, dove Checco, figlio di quella mentalità assistenzialista, deve 'provarsi a vivere'. A tendere una mano a Checco è Valeria, una giovane ricercatrice che studia il surriscaldamento del pianeta e il suo effetto sugli animali". E mentre Valeria è animata dal "tentativo di salvare il mondo da mutamenti irreversibili che mettono a repentaglio la sua stessa sopravvivenza", Checco invece è animato dall’ottusa "ricerca di salvare il suo posto fisso".

Checco, infatti, spiega Nunziante, "non ha ancora capito che il posto fisso si sta estinguendo proprio come quegli animali che Valeria cerca disperatamente di salvare". Inizia così per lui "un nuovo tempo che gli fa richiesta di coraggio, di determinazione, di partecipazione, a lui che è stato sempre e solo interessato al suo piccolo microcosmo fatto da ufficio, casa dei genitori, piccolo paese dove vive".

Insomma, per Checco "è giunto il tempo di aprirsi al mondo, di ospitare grandi ideali, di concepire un senso comunitario della vita, e Checco, per amore di Valeria, accetta di far parte del nuovo tempo. Abbiamo voluto chiamare questo nuovo tempo della vita di Checco 'Tempo dell’educazione'. Checco ha compreso che la civiltà, da sola, serve a poco se non si accompagna all’educazione. L’educazione è la porta d’ingresso a un futuro carico di meravigliosa eternità", conclude Gennaro Nunziante, attore e sceneggiatore che ha esordito alla regia proprio con il primo film di Zalone 'Cado dalle nubi' ed ha mantenuto il suo sodalizio con lui in 'Che bella giornata', record di incassi del cinema italiano, e 'Sole a catinelle'.



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