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Rassegna in omaggio a Nicola Badalucco, sceneggiatore di Visconti e 'Piovra'

Rassegna di tre giorni e tre notti, da venerdì a domenica, alla Cineteca Nazionale e in tv

SPETTACOLO
Rassegna in omaggio a Nicola Badalucco, sceneggiatore di Visconti e 'Piovra'

“Se fossi vissuto più di cent’anni fa, mi sarebbe piaciuto fare il librettista d’opera”. A dirlo è stato Nicola Badalucco che invece ha vissuto cent'anni dopo -spegnendosi nel giugno scorso- e nella vita ha fatto lo sceneggiatore: al cinema per Luchino Visconti e in tv è stato il soggettista della "Piovra".


Ora una rassegna di tre giorni a Roma, organizzata dalla Cineteca nazionale alla Sala Trevi, da venerdì a domenica prossima, gli rende omaggio. Nelle stesse notti, Rai Tre gli dedicherà tre puntate-fiume del programma "Fuori Orario", con repliche di suoi film, fiction, interviste, con contributo del figlio, Giuseppe Badalucco, il tutto a cura di Paolo Luciani.

Siciliano, ma nato occasionalmente a Milano (nel 1929) arriva a Roma nel 1954. E' un giovane laureato in legge di Trapani e la prima persona che conosce nella capitale è Mario Gallo, critico cinematografico dell'«Avanti!». Gallo lo prende come 'vice del vice', poi Badalucco diventa caporedattore. I suoi interessi principali sono la politica e il cinema; collabora anche con «Cinema nuovo» e «Bianco e nero».

Poi il debutto, come sceneggiatore cinematografico, con Luchino Visconti, per il quale -insieme a Enrico Medioli- scrive la sceneggiatura di "La caduta degli dei" (Götterdämmerung,1969), che nel 1970 ottiene la nomination all'Oscar. Da qui in poi è un flusso di pellicole di successo: sempre per Visconti scrive subito dopo "Morte a Venezia"; nei decenni successivi lavora al fianco di numerosi registi italiani e stranieri, come Mauro Bolognini, Giuliano Montaldo, Carlo Lizzani, Damiano Damiani, Florestano Vancini, Michail Kalatozov, Sergej Bondarčuk, René Clément.

Nel 1982 comincia a scrivere anche per la tv. Il suo testo televisivo più famoso è il soggetto della Piovra (1984), ambientato a Trapani, la sua città. Nel film, alcuni personaggi influenti della città siciliana venivano rappresentati come “amici degli amici”, collusi con la mafia, e ciò gli procurò aspri giudizi da parte di suoi influenti concittadini, rivelatisi poi effettivamente legati a Cosa Nostra.

Fra le altre fiction di rilievo ricordiamo due produzioni internazionali quali "Io e il Duce", in cui recitarono fra gli altri Susan Sarandon ed Anthony Hopkins e "Il segreto del Sahara". Badalucco ha insegnato per tredici anni drammaturgia cinematografica presso il Centro Sperimentale di Cinematografia, ha tenuto seminari e conferenze al Dams di Bologna e in varie università italiane e straniere. Tra i suoi allievi: Doriana Leondeff, Daniela Ceselli, Francesco Bruni, Melania Mazzucco.

Dal 1971 è stato membro della sezione scrittori dell'Academy of Motion Picture Arts and Sciences, facendo parte della giuria che assegna i premi Oscar. Nel romanzo storico come nella commedia, nella trasposizione di testi letterari come nel grottesco, nella denuncia civile come nel racconto biografico, è rimasto sempre fedele a un assunto di fondo: "il cinema -diceva- è nato per trasmettere emozioni ed è su di esse che l'autore fa leva quando si rivolge al proprio pubblico".

Ecco i titoli dei film, di cui ha firmato la sceneggiatura, in programma alla Cineteca Nazionale di Roma, dal 15 al 17 gennaio, con il contributo di Officina Filmclub: si comincia il pomeriggio del venerdì con "Gli anni struggenti di Vittorio Sindoni" (1979, 90') e poi "Bruciati da cocente passione" di Giorgio Capitani (1976, 105'). Alle 21 l'incontro moderato da Alfredo Baldi con Gianni Aiello, Giuseppe Badalucco, Francesco Bruni, Giorgio Capitani, Doriana Leondeff, Giuliano Montaldo, Vittorio Sindoni, a seguire la pellicola "Circuito chiuso" di Giuliano Montaldo (1979, 103').

Sabato 16 ci saranno "Gran bollito" di Mauro Bolognini (1977, 115'), "La caduta degli dei" (Götterdämmerung) di Luchino Visconti(1969, 156') e "Roma bene" di Carlo Lizzani (1971, 100'). Domenica 17, infine, è la volta di "Un uomo in ginocchio" di Damiano Damiani (1979, 110'), "Libera, amore mio!" di Mauro Bolognini (1975, 110') e "Rossini! Rossini!" di Mario Monicelli (1991, 137').



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