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I Dik Dik tornano con 'Dik Dik 50' per festeggiare i loro 10 lustri

SPETTACOLO
I Dik Dik tornano con 'Dik Dik 50' per festeggiare i loro 10 lustri

Dopo qualche anno di assenza dalle scene discografiche esce il 9 dicembre il nuovo doppio album dei Dik Dik legato al cinquantennale della loro carriera per l'etichetta di Mauro Angelo Atmosfera Vintage dal titolo 'Dik Dik 50, il sogno continua'.


Negli ultimi tempi le attività del gruppo, capitanato dai suoi membri fondatori, Lallo, Pepe e Pietruccio, si sono concentrate prevalentemente sui live che li hanno visti protagonisti in centinaia di concerti sparsi per l’Italia con una grande partecipazione di pubblico.

Il disco A comprende due nuovi brani inediti ("Punto Su di Te" e "Sulla Nuvola") scritti per loro da Mario Lavezzi e Danilo Amerio oltre ad alcuni classici della band rivisitati in chiave odierna. Il disco B è una raccolta di tributi con brani che abbracciano i vari periodi della loro carriera liberamente reinterpretati da vari artisti tra i quali Elio e Le Storie Tese, Federica Camba, Francesco Zampaglione, I Lombroso, ed altri. La produzione artistica del progetto è stata coordinata da Mauro D’Angelo e dagli stessi Dik Dik. La produzione esecutiva è a cura di Atmosfera Vintage/ Egea Music. (segue)

"La via Stendhal - raccontano i Dik Dik - a Milano è stata il crogiolo della nascita di alcuni personaggi nel campo dell’arte partiti dal nulla come: Cochi Ponzoni, Moni Ovadia, Aldo reggiani, Ricky Gianco e noi Dik Dik, Lallo Pepe e Pietruccio, attualmente in piena attività dopo 50 anni di carriera. Ma bisogna partire dalle origini: la storia iniziò quando un giovane produttore che gestiva una cantante reduce da un festival di Sanremo, Miriam del Mare, ci contattò per accompagnarla durante le sue esibizioni. Essendo la band incompleta ci vennero presentati due musicisti che si unirono al gruppo, Mario Totaro (tastiere) e Sergio Panno (batteria). Erano nati 'Gli Squali'".

"La cosa - proseguono - durò poco ma nel frattempo si era consolidata una buona intesa fra tutti noi. Il Beat imperversava anche in Italia così anche le nostre aspirazioni di realizzare un disco. Le distanze da Miriam del mare nella speranza di ottenere un contratto discografico. Noi, alcune sere con il benestare del vice parroco della chiesa del Rosario avevamo a disposizione una sala in cui poter provare. Iniziammo così a presentarci alle varie case discografiche allora presenti in Italia. Finalmente una di queste, la Ricordi, ci dimostrò interesse proponendoci un accordo".

"Un piccolo aneddoto sulla scelta del nostro nome Dik Dik - rivelano - riguarda il fatto che la nostra casa discografica non apprezzando quello precedente ci 'suggerì di cambiarlo e noi con un colpo di fortuna, sfogliando un vocabolario, ci imbattemmo in 'Dik Dik' che è quello di una piccola antilope africana e decidemmo di adottarlo. Uscirono così i nostri primi 45 giri che riscontrarono immediatamente grandi consensi e contribuirono a far aumentare la nostra popolarità tra addetti ai lavori e pubblico".

Alcuni di questi ("Sognando California", "Senza luce", "L’isola di Wight", "Il primo giorno di Primavera" etc.), dicono i Dik Dik, "sono diventati dei successi senza tempo, con milioni di copie vendute".

"Negli anni a seguire - raccontano ancora - ci siamo cimentati con vari generi musicali tra cui il Rock progressivo, mantenendo però i tratti caratteristici che contraddistinguono la nostra timbrica e il nostro stile musicale basato su un largo uso dell’organo Hammond. Il tempo ha visto anche vari cambi di formazione che si sono avvicendati attorno a noi tre, 'Lallo', 'Pepe', 'Pietruccio', membri fondatori, tutt’ora presenti. Ed eccoci ancora qui, pieni di voglia, pronti alla battaglia, con questo motto di E. Levy: 0Il passato è un ricordo, il futuro un mistero, il presente un dono'. Noi viviamo il presente senza nostalgia del passato, ma guardando al futuro".



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