Simon d'Aquino: "La Brexit sta distruggendo i sogni dei giovani attori"

SPETTACOLO
Simon d'Aquino: La Brexit sta distruggendo i sogni dei giovani attori

Il giovane attore italo-inglese Simon d'Aquino

''Costruire muri e frontiere, chiudersi non è la risposta giusta soprattutto, oggi, dinanzi ai nostri timori. Lo dico anche da attore. La Brexit sarà ladra di sogni, sta distruggendo tutte le nostre speranze''. E' quanto ha dichiarato all'Adnkronos, Simon d'Aquino, giovane e appassionato attore in una Inghilterra multietnica e multidentitaria. Natali illustri e blasonati, ha scelto da anni di vivere a Londra, dopo aver frequentato la Court Theatre Training Company. Si divide tra cinema e teatro, Eschilo e Oscar Wilde, Cechov e Dostojevskij. (FOTO)


Ed a proposito dell'uscita dalla Gran Bretagna dalla Ue, ha poi aggiunto: ''La Gran Bretagna è stata un impero coloniale per più di 150 anni. La Brexit sarà, per tutti, un grande caos. Lo ripeto, non è stata la risposta giusta ai problemi che attanagliano, non solo il Paese in cui ho scelto di vivere e lavorare. E la campagna di assoluta disinformazione non ha certo aiutato gli elettori''.

Eppure Simon d'Aquino ha scelto di restare a Londra, di continuare nel suo percorso di elaborazione e sperimentazione. ''Mi piacerebbe continuare a fare teatro, più istintivo, più passionale, così diverso dal cinema, anche se ho appena finito di girare per il grande schermo l'adattamento di una novella di Oscar Wilde, 'Lord Arthur Savile's Crime'.''

Non ancora trentenne, Simon d'Aquino ha idee molto chiare. ''Voglio continuare a cimentarmi con il cinema e il teatro, ma il mio sogno è poter prendere in gestione un piccolo spazio teatrale, una sorta di 'off Broadway' per artisti emergenti, un palcoscenico aperto anche agli autori made in Italy, Pirandello, per esempio, in una nuova messa in scena drammaturgica, che sfrutti contemporaneamente l'inglese e l'italiano. Mi piacerebbe essere una sorta di 'ponte' tra il mio Paese e la Gran Bretagna, anche perchè faccio parte della N.I.A.L. (Native Italian Actors London)''.

Ed a proposito di attori non nasconde che i suoi numi tutelari si chiamano Jason Isaacs e Christoph Waltz, ma anche il nostro Pierfrancesco Favino. ''Favino - ha confessato - è una fonte di ispirazione per molti giovani attori. Non è rimasto chiuso nell'universo italico. Conosce benissimo l'inglese, ha varcato frontiere e confini per lavorare all'estero''.

Fan di Napoleone dall'età di 5 anni (''oggi, forse, servirebbero politici lungimiranti, che abbiano un potere decisionale e una maggiore rapidità nel trasformare le idee in azione... sarebbero utilissimi al Paese''), non nasconde un debole per la Royal family e per il principe Carlo. ''Sono convinto che prima o poi diventerà re.  E' accaduto anche al figlio della regina Vittoria - ha aggiunto Simon d'Aquino- Quando Edoardo VII salì sul trono aveva oltre 60 anni. Perchè il principe Carlo non dovrebbe diventare re? E' quello che si sente dire da quando è nato. Ha ormai 70 anni. Un sogno, per lui, che può realmente coronarsi''.



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