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Sanremo terzo atto decolla 'Sotto il segno dei Pesci'

SPETTACOLO
Sanremo terzo atto decolla 'Sotto il segno dei Pesci'

(Fotogramma /Ipa)

di Antonella Nesi


Per l'avvio della terza serata del festival di Sanremo Claudio Baglioni sceglie 'Viva l'Inghilterra', brano dall'album 'Gira che ti rigira amore bello' del 1973, che il direttore artistico esegue da solo, immerso in una spettacolare coreografia di ballerini in kilt, con cui il direttore artistico accenna dei passi di ballo. Prima di essere raggiunto dai due co-conduttori, Virginia Raffaele e Claudio Bisio, che Baglioni ribattezza 'The Queen e The King'. Inevitabile sketch sulla Brexit, con la battuta sul direttore d'orchestra inglese Geoff Westley. "Abbiamo un extracomunitario sul palco", ironizza Baglioni.

Ma dopo il lancio del televoto e i primi due cantanti in gara, Mahmood ed Enrico Nigiotti, lo show prende il volo con l'arrivo di Antonello Venditti che intona 'Sotto il segno dei pesci', title-track dell'album che compie quest'anno 40 anni. L'Ariston esplode e accoglie con una standing ovation il successivo duetto di Venditti con Baglioni sulle note di 'Notte prima degli esami', altro brano iconico del cantautore romano, che li vede entrambi al pianoforte.

Venditti è il primo ospite di una serata che vede in scaletta anche Alessandra Amoroso, Raf e Umberto Tozzi, Ornella Vanoni, Fabio Rovazzi, Paolo Cevoli e Serena Rossi (quest'ultima renderà omaggio a Mia Martini intonando 'Almeno tu nell'universo', brano con cui proprio 30 anni fa vinse il Premio della Critica all'Ariston).

Gli altri artisti in gara stasera (i 12 che non si sono esibiti nella seconda serata) dopo Mahmood e Nigiotti, sono: Anna Tatangelo, Ultimo, Francesco Renga, Irama, Patty Pravo con Briga, Simone Cristicchi, Boomdabash, Motta, The Zen Circus, Nino D'Angelo e Livio Cori.

A Cristicchi e alla sua 'Abbi cura di me', l'Ariston tributa una commossa standing ovation. La platea dell'Ariston si emoziona per la canzone del cantattore che è una preghiera di amore universale, un inno alla fiducia nell'altro, e a fine esecuzione si alza in piedi. Dopo Loredana Bertè, Cristicchi è il secondo cantante in gara a ricevere una standing ovation. "Noi non possiamo dire niente sulle esibizioni dei cantanti in gara - ha detto alla fine Claudio Bisio rivolto alla platea - ma voi sì".

A fine serata l'Ariston si trasforma di nuovo in dance hall per l'arrivo sul palco di Fazio Rovazzi, che si autoproclama "distruttore artistico" al posto del dirottatore artistico Claudio Baglioni e decide di intonare 'Andiamo a comandare'. La platea, soprattutto gli spettatori più giovani, si alzano e ballano. Alla fine dell'esecuzione, Fabio Rovazzi chiede un'opinione in platea e sua madre seduta in prima fila le risponde che preferisce Baglioni. Ma lui c'ha preso gusto e vuole proseguire. Il direttore d'orchestra però no. "Ho toccato il punto più basso della mia carriera con 'Andiamo a comandare'. Me ne vado", dice il meastro Maurizio Filardo prima di allontanarsi. Anche l'orchestra si rifiuta di suonare per lui, tranne un violinista.

Rovazzi chiede un leggio e recita i versi di un mash-up di tre suoi brani: 'Volare', 'Tutto molto interessante', 'Faccio quello che voglio' e una frase di 'Andiamo a comandare'. Alla fine, fa irruzione un agitatissimo Fausto Leali urlante ("questo festival è truccato, deve vincere Fausto Leali"), come fosse il 'Cavallo pazzo' che ha tormentato tante edizioni del festival. Prima di lasciare il palco Rovazzi si rivolge commosso al padre scomparso per dargli dal palco dell'Ariston il saluto che non è riuscito a dargli "l'ultima volta" che lo ha visto.

A chiudere la serata una gag tra Rocco Papaleo e Claudio Baglioni sulle canzoni che scandiscono la vita sentimentale che si conclude con il direttore artistico che intona la sua celeberrima 'E tu'.



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