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Storie di strade, tornano i Daiana Lou

SPETTACOLO
Storie di strade, tornano i Daiana Lou

di Paola Lalli
Un album che li rappresenta e che racchiude gli ultimi due anni della loro vita in cui il fil rouge è la strada con le storie (Guarda il video). Esce il 29 novembre il nuovo disco dei Daiana Lou 'Coordinates for colorful egos', anticipato dal singolo 'Misery'. In 16 brani, di cui 4 in italiano, il duo electro pop-rock composto da Luca, che suona la chitarra, kick e hi-hat allo stesso tempo, e dalla voce di Daiana spazia dal sussurro a melodie potenti e groovy.


"Il titolo è un po' la chiave di come è nato l'album - spiega Daiana all'Adnkronos - e il fatto di aver scelto determinate coordinate che per noi rappresentano punti cardine nella nostra musica determina la felicità che abbiamo raggiunto in questi anni".

Daiana Mingarelli e Luca Pignalberi hanno iniziato esibirsi a Roma nel 2014 come musicisti di strada per poi testare la piazza tedesca durante una vacanza a Berlino, che in breve tempo è diventata la base della loro attività di artisti di strada. A settembre 2016 Alvaro Soler li ha scelti come una delle tre band per la decima edizione di X Factor, ma durante il quarto spettacolo dal vivo hanno deciso di esternare i propri sentimenti sulla difficoltà artistica di adattarsi alle dinamiche di quel format televisivo: "Questa è una centrifuga che ci sta facendo male".

La decisione di autoeliminarsi dal talent targato Sky non ha mancato di suscitare polemiche. Ma i Daiana Lou non si sono mai pentiti della scelta fatta: "Forse è stata la decisione più giusta che potessimo prendere. Sicuramente abbiamo sbagliato il modo, eravamo anche più giovani e anche più genuini. Cambiando le dinamiche, insomma, lo rifaremmo o forse ora come ora non avremmo mai partecipato. A noi non servono grandi effetti speciali".

Però dall'esperienza di X Factor Daiana e Luca si portano dietro l'amicizia con Alvaro Soler "che è un ragazzo d'oro. Ci sentiamo anche con Rodrigo D'Erasmo, violinista degli Afterhours che ai tempi era il producer della squadra di Manuel Agnelli, e con Arisa. E poi ci sentiamo praticamente con tutti i ragazzi che hanno partecipato con noi alla trasmissione quell'anno, perché eravamo diventati amici con tutti".

E tra i brani presenti nel nuovo album c'è 'The things that you've done' che nasce proprio dall'esperienza di X Factor: 'Essere sotto i riflettori ti fa sentire speciale, importante e invincibile. Tuttavia sei ancora un essere umano con tutte le sue paure e tutte le sue debolezze... le stesse che avevi prima di salire sul palco. Dobbiamo sempre ricordare da dove veniamo mantenendo la bussola saldamente a Nord'.

"Questa è una delle mie canzoni preferite - racconta Daiana - nonché la più vecchia dell'album. La notte in cui ci siamo ritirati non riuscivamo a dormire e ci chiedevamo se avessimo fatto la scelta giusta. Il giorno dopo sul treno per tornare a Roma dalle nostre famiglie abbiamo iniziato a scrivere questa canzone. Parla della nostra rinuncia, di come ci sentissimo vulnerabili in quel momento e di come invece ci sentiamo liberi in questo momento. E' una canzone molto intima e come un mantra ripete la frase 'I don't care about the things that you've done', 'Non mi importa delle cose che mi hai fatto'. Dentro c'è la grande voglia di rimettersi in gioco senza aspettarsi troppo dagli altri ma essendo coerenti con se stessi".

Non c’è dubbio che gli anni trascorsi a Berlino hanno influenzato profondamente la musica dei Diana Lou. Il 'busking' ha permesso loro di vivere le bellezze e le contraddizioni della società attuale da un punto di vista privilegiato: "Suonare per strada ci piace, ci fa sentire in pace con il mondo - spiega ancora Daiana - il Ferrara Buskers Festival è infatti una delle nostre coordinate di riferimento perché ci ha dato tanto al livello artistico umano. Poi c'è Roma, piazza del Popolo: è qui che è iniziato tutto, dove abbiamo cominciato a suonare in strada e ci ha portato tanta fortuna". Infine c'è Mauerpark a Berlino, dove il duo si esibisce ancora adesso: "Qui abbiamo conosciuto il produttore dell'album, Peter Hoffmann (scopritore e inventore dei Tokio Hotel, ndr), e di conseguenza anche la Sony".

"Mi piace esibirmi sui palchi ma quello che mi trasmettono le persone quando sono così vicine come per strada è indescrivibile - sottolinea Daiana - cantano con noi, si sentono coinvolte. Hai il potere di cambiare davvero la loro giornata, e non è poco. E l'esigenza delle persone di sentirsi coinvolte in un'esibizione alla fine, in questi anni, è diventata anche un'esigenza nostra".

"Mettere un palco tra noi e il nostro pubblico è un po' come mettere una barriera, che noi cerchiamo infatti di eliminare ad esempio quando ci esibiamo in un locale - afferma Daiana - Detto questo ci auguriamo che non sia più tutto così intimo visto che da gennaio iniziano un tour in tutta la Germania e in altri Paesi europei". "Allo stesso tempo però ci ripromettiamo ogni giorno di continuare a suonare in strada comunque vadano le cose", sottolinea.

Nell'album ci sono anche quattro brani in italiano: è la prima volta che il duo si esprime nella propria lingua e lo fa parlando di problemi sociali molto forti. "A questo album ci abbiamo lavorato molto, ben due anni - dice Luca - e in questo periodo gli stati d'animo sono cambiati spesso. Quando sono arrabbiato mi piacciono le canzoni più aggressive mentre quando siamo spensierati preferisco quelle più allegre. Ma questo album rappresenta il nostro mondo, mi piace tutto".



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