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Le pagelle del fu Matia Bazar, serata cover

SPETTACOLO
Le pagelle del fu Matia Bazar, serata cover

Ecco le pagelle dell'esibizione dei 24 cantanti della sezione della sezione Big in gara nella terza serata del festival di Sanremo 2020, redatte 'a caldo' in esclusiva per AdnKronos dall'ex tastierista dei Matia Bazar, Mauro Sabbione. La serata è dedicata ai 70 anni del Festival, con i Big impegnati nell'esecuzione di cover di brani che hanno fatto la storia della kermesse, in cui hanno potuto coinvolgere degli ospiti.


Michele Zarrillo con Fausto Leali (Deborah): le canzoni evergreen, ovviamente hanno una resa pazzesca, sia per l'antica narrativa musicale, sia perché sono radicate nel nostro dna. Quindi se il cantante è bravo e capace come Michele Zarrillo, sono decisamente belle. Ottimo passaggio, quasi blues, con la complicità della nostra voce roca più conosciuta al mondo, Fausto Leali. Interpretazione di 'Deborah' eccellente. Voto 7

Junior Cally con i Viito (Vado al massimo): coraggiosa la citazione delle sardine, sul brano 'Vado al massimo' di Vasco. Naturalmente non essendo il festival del trap o rap, non sarà votato troppo, anche se le votazioni stasera sono a cura dell'orchestra. La solita ghigliottina dei tre minuti, riduce tutto l'ascolto ad un jukebox, di quelli che ingoiavano 100 lire e si fermavano prima. Cally da buon rapper, può appunto rappare su tutto. Poco fascino. Voto 5.

Marco Masini con Arisa (Vacanze romane): se continuava a cantarla Masini, forse l'avrei votata maggiormente, ma la partenza di Arisa, sul ritmo pseudo U2 'streewithnoname' (sì proprio il gruppo di Bono farcito su un ritmo disco/trash) è decisamente orribile. Vacanze Romane sembra un musical di terza categoria. Scusate ma sono di parte. L'unico momento affascinante è il vocalizzo iniziale. E poi Arisa complica il tutto con una spensierata sguaiatezza senza confini. Se Amadeus ha precisato presentandola come "uno dei momenti più sofisticati e popolari che Sanremo abbia prodotto" avrebbe dovuto essere appunto "uno dei momenti più sofisticati e popolari che Sanremo abbia prodotto"! Voto 3.

Riki con Ana Mena (L'Edera): L'edera. Non sempre è possibile valorizzare le melodie storiche, inserendole in ritmi compiacenti della narrativa odierna. Ma perché nessuno cura un arrangiamento, per dirla alla Battiato, Giusto Pio, avendo un'orchestra di tale portata? Riki non da nessuna emozione ed il ritmo è banale. Karaoke. Voto 4.

Raphael Gualazzi con Simona Molinari (E se domani): 'E se domani' è uno dei brano più affascinanti della produzione di Carlo Alberto Rossi, il boss dell'Ariston con il quale ho collaborato molti anni e del caro amico Giorgio Calabrese. Raphael finalmente la trasforma, da grande pianista e krooner in un affascinante brano dalla narrativa antica. E questo proprio grazie alla bellezza dell'orchestra di Sanremo. Bravo decisamente risale la classifica. Voto 8.

Anastasio con la PFM (Spalle al muro): bellissima versione, dove si innesta il rap e il rock con l'affascinate voce di Franz Di Cioccio. Anastasio è specializzato nelle cover di qualità, ricordiamo quella dei Pink Floyd,Another brick in the wall a XFactor. Direi che l'unione delle forze armoniche con il finale progressive sia decisamente vincente. Bravi tutti i musicisti. Voto 9.

Levante con Francesca Michielin e Maria Antonietta (Si può dare di più): in quota rosa è bellissima e Levante ha le qualità per trasformare qualsiasi melodia. Bella l'idea d'arrangiamento di non armonizzare la melodia ma di cantarla all'unisono. Voto 6

Alberto Urso con Ornella Vanoni (La voce del silenzio): versione nazional popolare e quindi piacerà a questo festival. Grandissima Ornella che ricordo essere del 1934! Gli do un voto più che sufficiente per il bellissimo arrangiamento! Voto 7.

Elodie con Aeham Ahmad (Adesso tu): affascinante versione di Elodie e della sua bella voce di mezzo-soprano. Arrangiamento dell'orchestra superbo, naturalmente evidenzia la storica melodia di Eros Ramazzotti, ed è finalmente bello sentire le parole dell'amico Adelmo Cogliati pronunciate da una voce intrigante ed affascinante. Questo stabilizzerà le posizioni di Elodie in classifica. Voto 7.

Rancore con Dardust e La rappresentante di Lista (Luce): bellissima versione della magica canzone di Elisa che essendo presente questa sera, avrà sicuramente benedetto. Il rap quando si fa magico, trasforma la melodia, Rancore è decisamente il migliore e LRDL sembra una moderna voce, che ricorda molto la splendida Amy Lee degli Evanescence ed il loro rock-metal. Voto 8.

Pinguini Tattici Nucleari (70 volte medley):La follia iconica musicale, sdoganata dagli Elii ha i suoi seguaci. I PTN inanellano una catena di brani, da super-karaoke e potrebbero cantare da soli tutta la serata, peccato che il super-medley duri solo 3 minuti! Bravi e divertenti ed il loro leader ha una voce strepitosa, che mi ricorda in parte quella di Demetrio Stratos. Un bel voto al coraggio incosciente ed alla loro energia, comunque vada sarà per loro un bel Sanremo. Voto 7.

Enrico Nigiotti con Simone Cristicchi (Ti regalerò una rosa): non capisco questa cover, se c'è il grande e bravo Simone, che ha composto la canzone e l'ha portata al successo, che c'entra Nigiotti? Da più colore o ne toglie? Allora potrebbe chiamare Cocciante e cantare Margherita, oppure De Gregori e cantare Generale. Giudicatelo voi. Voto 5.

Giordana Angi con Solis String Quartet (La nevicata del '56): Giordana ha voce, presenza e capacità interpretativa che dovrebbero trovare la sua giusta dimensione sul palcoscenico di un teatro. In fondo la stessa narrativa che cercava Fossati e guarda caso Mia Martini. Il suo omaggio alla Divina è fin troppo iconoclasta. Ma siccome amiamo incondizionatamente Mia, ma solo da quando è morta, ora amiamo anche chi la canta in modo così affascinante. Voto 7.

Le Vibrazioni con i Canova (Un'emozione da poco): non vedo più la realtà ... la mia coerenza .. anzi la loro. Bello l'arrangiamento alla Atom Heart Mother dei Pink Floyd, e Peppe Vesicchio è una garanzia. Ma la canzone della Oxa, anzi di Fossati e Guglielminetti, va cantata con delicatezza pop e non con arroganza del semi-usato rock urlato. Voto 5.

Diodato con Nina Zilli (24.000 baci): bravi e belli, con un outfit clamoroso ed azzeccato per lo spirito della canzone retrò. Interessante l'arrangiamento dell'orchestra, molto gustoso. Voto 9.

Tosca con Silvia Perez Cruz (Piazza Grande): bella versione della canzone mito di Lucio Dalla. Una versione etnica, che fa risaltare la splendida voce di Silvia, già lo sappiamo, ma soprattutto eleva la bella ricerca di Tosca, che sta attraversando Sanremo con grande classe! Voto 7.

Rita Pavone con Amedeo Minghi (1950): un'altra bella canzone, rovinata dalla retorica e dall'egocentrismo. Eppure c'è l'autore delle musiche presente, Amedeo Minghi, che sembra ormai vivere in un limbo tutto suo. Peccato perché la bellezza della canzone è soprattutto nel testo del compianto autore Gaio Chiocchio, suo diamante produttivo. Altra perla non valorizzata stasera. Voto 4.

Achille Lauro con Annalisa (Gli uomini non cambiano): Achille sempre più bello e sempre più Bowie, glitter compreso. Però in questo caso l'ennesima citazione di Mia è ben confezionata, arrangiata e i due ragazzi, perché sono ragazzi, la cantano molto bene ed intrigano ed attirano ed emozionano. Bravi. Voto 8.

Bugo e Morgan (Canzone per te): se fossero solo un filo meno egocentrici, forse potrebbero prendere voti e forse gli prenderanno dagli altri musicisti. La bella canzone sembra tuttavia cantata in una osteria tra il vino e il fumo. Appena sufficiente. Voto 6.

Irene Grandi con Bobo Rondelli (La musica è finita): coppia strepitosa e interpretazione fascinosa, Bobo è una garanzia assoluta, avrei voluto vederlo in concorso. Bravi e perfettamente amici ed affiatati, lo so con certezza, Voto altissimo! Voto 9.

Piero Pelù (Cuore matto): ottima cover di Piero, centrato l'arrangiamento ed il pubblico apprezza. Bellissima ed originale l'idea di inserire il campione audio e video di Little Tony, dimostrando contemporaneamente che la tonalità è la stessa del mito romano, che era persona squisita. Per me il massimo e Piero, che conosco bene, se lo merita. Voto 9.

Paolo Jannacci con Francesco Madelli e Daniele Moretto (Se me lo dicevi prima): deve essere emozionante per il figlio cantare suo padre, il surreale Enzo ed i suoi testi sognanti ed utopici. Paolo Jannacci è un grande interprete comunque e attraverserà Sanremo come un raggio di luce. Splendida l'orchestra. Voto 7.

Elettra Lamborghini con Miss Keta (Non succederà più): Imbarazzante presenza al festival, non capisco con quali qualità ... anzi, sì, capisco. Voto 4.

Francesco Gabbani (L'italiano): ultimo ad esibirsi quasi alle due di notte, ma Francesco è talmente bravo, che non ha bisogno di farsi vedere in prime time e non ha bisogno neanche di partner. La canzone è perfettamente arrangiata e la sua voce la pennella ancor meglio di Toto Cotugno. Voto 10.



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