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Il Volo: "Fortunati a vivere in Italia, oggi paese più sicuro al mondo"

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Il Volo: Fortunati a vivere in Italia, oggi paese più sicuro al mondo

(di Alisa Toaff) - "Ci dispiace che abbiano avvertito la gravità della situazione in ritardo, di questo ce ne siamo resi conto subito. Per fortuna oggi hanno proclamato che le misure di ‘social distancing’ resteranno in vigore per un altro mese. Siamo fortunati a vivere in Italia, oggi è il Paese più sicuro al mondo grazie alla nostra Sanità. Cogliamo l’occasione per ringraziare dal profondo del cuore tutti i medici, gli infermieri e i volontari che stanno lavorando tante ore ogni giorno per la nostra salute". Così all’Adnkronos Piero Barone de Il Volo, il trio italiano che ha conquistato le platee internazionali, racconta l’esperienza vissuta dopo l’improvvisa interruzione del loro tour negli Usa a causa dell’emergenza Coronavirus. Dopo essersi esibiti in Giappone e in Europa Il Volo a febbraio è sbarcato in Nord America dove ha tenuto concerti nei palazzetti delle più importanti città, da Miami a Washington, da Los Angeles a Chicago, al Radio City Music Hall di New York che però sono stati interrotti a tre date dalla fine del tour a causa dell’emergenza del Coronavirus (date annullate: 11 marzo San Rafael, 13 marzo Fresno e 15 marzo Las Vegas, Ndr).


"Durante il nostro tour non eravamo pienamente consapevoli di quello che stava succedendo –racconta Barone- sentivamo i nostri familiari ogni giorno ma i media americani non parlavano della situazione italiana. Poi, negli ultimi giorni in cui eravamo lì, hanno cominciato ad esserci i primi casi anche negli Usa e abbiamo sentito che Trump aveva deciso di chiudere tutti i voli per e da l’Italia. Sono stati annullati molti concerti, tra i quali i nostri ultimi tre e abbiamo capito che dovevamo tornare a casa il più in fretta possibile. Quando siamo rientrati ci siamo davvero resi conto di cosa l’Italia stava vivendo’’.

Il trio è riuscito a rientrare in Italia il 13 marzo quando era già scattato l’inizio della quarantena e ora, ognuno di loro, si trova nelle loro proprie case: Ignazio Boschetto, originario della Sicilia, si trova a Bologna, Gianluca Ginoble è tornato a Montepagano di Roseto degli Abruzzi mentre Barone è rientrato in Sicilia, a Naro, un paesino in provincia di Agrigento.

Quando siamo rientrati in Italia, prosegue Barone, ‘’ci siamo subito autodenunciati e ci siamo isolati per 15 giorni, perché durante il tour eravamo stati a contatto con migliaia di persone. Io vivo a Naro, ogni giorno la polizia, in orari vari, è venuta a suonarmi a casa per notificare che stessi rispettando la quarantena. Quando sono passati i 15 giorni mi hanno chiamato per fare il tampone’’. Durante il loro tour Barone racconta che nel loro camerino era passato anche Placido Domingo, risultato poi positivo al Coronavirus: "Quando lo abbiamo incontrato in America –rivela il cantante- non era ancora scoppiato l’allarme della pandemia, era il 6 febbraio, Placido era venuto a trovarci in camerino, avevamo fatto i vocalizzi insieme e poi lui era rimasto a guardare il concerto. L’abbiamo sentito personalmente in questi giorni, siamo in contatto con la sua famiglia, Placido sta bene, è stato in ospedale a Acapulco ma adesso tornerà a casa, lui vive tra New York e Messico’’.

Sulla situazione in Sicilia e il rischio che, in caso di pandemia, non ci siano abbastanza posti in terapia intensiva, Barone spiega di aver lanciato una raccolta fondi: "Sono molto contento della reazione della Sicilia –sottolinea- Appena tornato in Italia, personalmente avevo mandato una lettera al presidente della Regione, Nello Musumeci, chiedendo di dare un concreto avvio ai tamponi, e sono felice che da qualche giorno siano stati resi obbligatori per tutti coloro che sono rientrati dal Nord. L’unica soluzione in Sicilia è prevenire, così possiamo uscirne bene. Ci sono le restrizioni e vedo che qui nel mio Paese le stanno rispettando tutti. Personalmente mi faccio consegnare la spesa a casa, ma so che anche i nostri supermercati sono ben attrezzati per far rispettare le misure di sicurezza’’.

‘’Una mattina, dopo due giorni che stavo in quarantena –prosegue il cantante- mi sono chiesto come avrebbe potuto rispondere la mia zona ad un eventuale focolaio, come avrebbero potuto reagire le nostre strutture sanitarie in Sicilia. Quindi ho chiamato alcuni miei amici del mondo dello spettacolo che vivono qui, ed eravamo tutti d’accordo sul fatto che abbiamo il dovere di fare qualcosa, di aiutare. Ne abbiamo parlato con Alessandro Mazzara, direttore amministrativo dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Agrigento, e abbiamo lanciato una raccolta fondi: l'iniziativa è supportata da me, Lello Analfino (cantautore e frontman dei Tinturia), Pino Cuttaia (chef), Sergio Friscia (attore e presentatore), Gianfranco Jannuzzo (attore), Daniele Magro (cantautore) e Silvio Schembri (giornalista de Le Iene). Si può donare attraverso la piattaforma GoFoundMe e abbiamo già raccolto oltre 30mila euro che verranno utilizzati dagli ospedali di Agrigento", conclude Barone.



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