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Rino Gaetano, oggi avrebbe 70 anni

SPETTACOLO
Rino Gaetano, oggi avrebbe 70 anni

Oggi Rino Gaetano avrebbe 70 anni e chissà cosa avrebbe cantato negli ultimi 40 anni dell'Italia che non ha potuto vedere e dell'attuale pandemia. Quello che è certo è che il cantautore crotonese trapiantato a Roma, che era nato il 29 ottobre del 1950, è ancora oggi attualissimo, a quasi 4 decenni dal tragico incidente stradale che lo uccise il 2 giugno del 1981 sulla via Nomentana a Roma, ed è molto conosciuto ed apprezzato anche da ragazzi che allora non erano ancora nati. Non a caso negli ultimi anni sono usciti con successo raccolte, inediti, cover di suoi brani e gli è stata dedicata anche una fiction Rai che ha ottenuto grande successo. Basti pensare anche alla versione di 'Ma il cielo è sempre più blu' cantata durante il lockdown della scorsa primavera dai maggiori cantanti italiani uniti nel progetto charity Italia Allstar 4 Life e a quanti italiani chiusi in casa hanno intonato la stessa canzone dai balconi.


Del rapporto d'amore-odio con vizi e virtù del Bel Paese, di cui è stato profetico analista con tono scanzonato, Gaetano aveva fatto la sua cifra stilistica. ''In fondo è bello però, è il mio Paese e io ci sto'', cantava nel 1980. E c'è da giurare che oggi avrebbe trovato mille nuovi bersagli per il suo ''nun te reggae più''. Proprio quel tono ironico e apparentemente poco impegnato gli creò qualche problema negli anni '70: lo si accusò di qualunquismo, di non avere una collocazione chiara, in un momento in cui schierarsi politicamente era d'obbligo. Ma le sue ballate pungenti sul costume e sulla politica si sono rivelate ben più lungimiranti, illuminate e sempreverdi di quelle di tanti suoi colleghi.

''Già quando cantavo al Folkstudio - ricordò una volta Rino Gaetano - ero al centro di certe discussioni. Molti non volevano che io facessi i miei pezzi perché, dicevano, sembrava che volessi prendere in giro tutti''.

''Ingresso Libero'', il suo primo album uscito nell'estate del 1974, viene non a caso accolto in maniera molto leggera e quasi inosservata da pubblico e critica, ma Gaetano riesce a essere presente sul mercato grazie a canzoni come ''Ad esempio a me piace il sud'', ''Tu forse non essenzialmente tu'', ''I tuoi occhi sono pieni di sale''. Prima del secondo album, nell'estate del 1975 esce quello che poi sarebbe divenuto uno dei suoi brani manifesto: ''Ma il cielo è sempre più blu'', che anticipa il disco ''Mio fratello è figlio unico''.

Da questo momento in poi, per un periodo che va dal 1976 al 1978, Rino Gaetano si impone sempre più come il cantautore fuori dagli schemi, pubblicando una serie di pezzi fanno insieme divertire e riflettere: con ''Aida'' (1977) e ''Nuntereggaepiu''' (1978) in un rapido crescendo, riscuote consensi sempre più consistenti, fino al successo di ''Gianna'' al Festival di Sanremo del 1978 che gli vale il terzo posto nella classifica finale in un'esibizione che è rimasta scolpita nella memoria di molti.

Nel 1979 è la volta del disco ''Resta vile maschio dove vai'' che lancia nel periodo estivo l'indimenticabile ballata ''Ahi Maria''. Il disco segna il passaggio dalla piccola casa discografica It, alla multinazionale Rca e l'inizio di una serie di tournée che lo renderanno popolarissimo in tutta Italia. Nel 1980 partecipa come interprete al concept-album dei Perigeo nei brani ''Alice'', ''Al bar dello sport'' e ''Confusione gran confusione'' e sempre nell'inverno dello stesso anno esce il suo sesto e ultimo disco ''E io ci sto''.

In un'intervista rilasciata nell'anno in cui morì, Gaetano spiegava che alla base della svolta musicale del suo ultimo album non c'era "nulla di pensato": "E' un rifiuto che ho naturalmente. Il rifiuto per tutto ciò che si sta facendo nel campo della musica leggera. Quando ho scritto 'Mio fratello è figlio unico', andava di moda gente come Nicola di Bari. Quando ho inciso il disco più leggero che ho mai fatto, 'Nuntereggaepiù', c'erano Guccini, De Gregori, erano tutti impegnati. Adesso c'è un ritorno al cosiddetto disimpegno e io ho voluto tornare a parlare''.

Dopo la sua morte, che lo coglie alla guida della sua Volvo poco prima dell'alba del 2 giugno 1981 mentre sta per tornare nella sua casa di via Nomentana, sono stati moltissimi i tributi dedicati in varie forme all'artista.

Nel 1993, per l'etichetta EMI, viene pubblicata la raccolta di cover intitolata 'E cantava le canzoni - La nuova musica italiana ricorda Rino Gaetano', all'interno della quale, tra gli altri, sono presenti gli Afterhours che reinterpretano il brano 'Mio fratello è figlio unico'. Il brano 'Ma il cielo è sempre più blu' ha avuto molteplici cover, da quella dei Ritmo Tribale che nel 1994 la inseriscono nel loro album 'Mantra' a quella del 2009 di Giusy Ferreri, a tante versioni dance remixate. I titoli delle sue canzoni più note diventano titoli di film di successo: nel 1995 esce 'Il cielo è sempre più blu' di Antonello Grimaldi, il cui titolo è chiaramente riferito alla canzone, utilizzata anche come colonna sonora; nel 2006 arriva 'Mio fratello è figlio unico' di Daniele Luchetti con Elio Germano e Riccardo Scamarcio tratto dal romanzo 'Il fasciocomunista' di Antonio Pennacchi.

Alla sua morte, Gaetano aveva lasciato anche diversi provini e brani non ultimati. Due di questi sono stati negli anni concessi dalla famiglia per essere cantati da altri artisti: è successo nel 2002 per "Nuoto a farfalla" interpretato da Marco Morandi, il figlio di Gianni, e nel 2007 per "In Italia si sta male (si sta bene anziché no)", un brano scritto oltre venti anni prima e portato sul palco di Sanremo da Paolo Rossi, con una band di cui faceva parte anche il nipote di Rino, Alessandro. Un progetto quest'ultimo nato sul set della fiction sul cantautore prodotta da Claudia Mori, che ha poi prodotto anche il disco di Rossi. La sorella di Rino, Anna, durante la preparazione della miniserie in due puntate per Raiuno interpretata da Claudio Santamaria, fece infatti ascoltare il provino del brano alla Mori che la convinse a farne un brano. La fiction, trasmessa su Raiuno nel novembre del 2007, ha ottenuto un grande successo con oltre 6 milioni di spettatori nella prima puntata e quasi 7 nella seconda. Su Rino sono stati girati anche diversi documentari.

Tra le tante raccolte musicali uscite dopo la sua morte, forse la più interessante è quella pubblicata nel marzo del 2009, ''Rino Gaetano Live rarities'': un doppio cd con ben sette brani inediti, un intero concerto per la prima volta pubblicato su cd, demo, rarità e versioni di canzoni famose incise per il mercato internazionale.



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