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Iran, ambasciatore a Roma: "Pena di morte applicata dopo processi regolari"

12 gennaio 2023 | 12.06
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Prima conferenza stampa di Mohammad Reza Sabouri: "Da Italia ci aspettiamo atteggiamento più costruttivo"

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(Afp)

"Le persone contro le quali in questi tempi recenti (in Iran, ndr) è stata applicata la pena di morte sono persone che hanno subito un processo equo, che hanno avuto garanzie legali ed i tribunali che li hanno processati offrivano loro adeguate garanzie. Solo dopo tutte le verifiche necessarie sono state condannate a morte". Lo ha dichiarato il nuovo ambasciatore iraniano a Roma, Mohammad Reza Sabouri, nel corso di una conferenza stampa.

"In base alle leggi e alla legislazione dell'Iran la pena capitale è autorizzata per i reati più gravi - ha aggiunto - in Iran le proteste sono ammesse, le manifestazioni sono permesse quando sono pacifiche ma laddove cambiano natura e diventano disordini violenti questo non è accettabile".

Parlando delle proteste scatenata dalla morte della 22enne Masha Amini, Sabouri ha sottolineato che "le forze dell'ordine" iraniane "nell'affrontare questi disordini non sono armati e tra loro si contano 8mila feriti e più di 50 morti". Tra le centinaia di vittime, "non più di 300 persone" secondo l'ambasciatore, "abbiamo riscontrato che molti sono stati uccisi con armi non in dotazione alle nostre forze dell'ordine e qui c'è un grande punto interrogativo sui chi ha utilizzato queste armi per uccidere". "Abbiamo avuto anche alcuni episodi tristi e incresciosi - ha aggiunto - Abbiamo riscontrato che alcune delle persone che hanno perso la vita avevano reagito ai disordini schierandosi con le forze dell'ordine".

Teheran, ha poi aggiunto l'ambasciatore, "non si sente tradita dall'Italia" dopo il rilascio di Alessia Piperno e la successiva dura condanna delle repressione in Iran da parte del governo italiano, ma "ci aspettiamo e ci auguriamo di vedere un atteggiamento più costruttivo da parte delle autorità italiane e sono qui per mantenere e rafforzare i nostri rapporti bilaterali".

"L'Iran è pronto ad accogliere il know how e la tecnologia italiana e siamo pronti a portare i rapporti al glorioso passato. Abbiamo sempre guardato all'Italia come porta di accesso all'Europa in tutti i campi da quello politico a quello culturale". "I rapporti politici ed economici con l'Italia sono sempre stati costruttivi e in crescita, tuttavia, a causa delle sanzioni e degli attori esterni questi rapporti non sono stati esenti da alti e bassi nel corso degli anni. Ma le autorità di Roma e Teheran hanno sempre cercato di rimuovere questi ostacoli sulla base del mutuo interesse", ha aggiunto.

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