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Iran, fonti: "Vendetta quando farà più male a Trump"

04 gennaio 2020 | 20.35
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"Usa non hanno capito chi hanno colpito, Soleimani riverito dal popolo, non simbolo della repubblica islamica"

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(AFP) - AFP

La vendetta di Teheran contro gli Stati Uniti arriverà, "gli iraniani non sono emotivi, non si vendicano tanto per vendicarsi, il colpo vero lo riserveranno al momento più opportuno, colpiranno nel momento in cui farà più male a Trump". Lo dicono all'Adnkronos fonti a Teheran, che descrivono "un'atmosfera cupa e battagliera in tutto il Paese", con migliaia di persone in piazza che urlano slogan contro gli Stati Uniti e innalzano immagini del generale Qassem Soleimani ucciso ieri in un raid a Baghdad.

"Gli Stati Uniti hanno superato la linea rossa - sottolineano le fonti, secondo le quali non hanno senso gli appelli a evitare l'escalation, "perché l'escalation c'è già stata - Trump non ha capito chi ha colpito: pensava che lui fosse il simbolo dell'odiata Repubblica islamica, ma mentre il popolo odia la Repubblica islamica riveriva Soleimani".

Il comandante della Forza Quds impersonava "il carattere e l'identità del popolo iraniano - spiegano ancora le fonti - lui non era identificato con l'ideologia repressiva del regime, ma era un nazionalista che combatteva per il suo popolo e questa è l'immagine che di lui avevano non solo i sostenitori del regime ma anche la borghesia più occidentalizzata"

L'uccisione del generale avrà certamente ripercussioni sulle elezioni parlamentari che si terranno in Iran il mese prossimo: "La narrativa è cambiata, anche i più riformisti e innovatori non potranno che allinearsi alle posizioni dei settori più oltranzisti".

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