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Iran, seggi aperti per le presidenziali: Khamenei vota a Teheran

18 giugno 2021 | 07.12
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Per decidere il dopo-Rohani sono chiamati alle urne più di 59 milioni di elettori

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Afp

Seggi aperti in Iran per le elezioni presidenziali. Per decidere il dopo-Rohani sono chiamati alle urne più di 59 milioni di elettori. La Guida Suprema, l'ayatollah Ali Khamenei, ha votato per primo a Teheran in un seggio allestito nella moschea Imam Khomeini, come riporta l'agenzia Mehr. Le operazioni di voto sono iniziate alle 7 ora locale (le 4.30 in Italia).

Ebrahim Raisi - capo della magistratura, 'campione' dei conservatori - è considerato il favorito dopo la bocciatura da parte del Consiglio dei Guardiani delle candidature di big come l'ex presidente del Parlamento Ali Larijani e il vice presidente Eshaq Jahangiri e dopo il ritiro dell'unico candidato riformista ammesso Mohsen Mehralizadeh.

Alle presidenziali del 2017 votò il 73% degli iraniani. Gli ultimi sondaggi stimano questa volta un'affluenza di poco superiore al 40%. Oggi gli iraniani votano anche per le amministrative e per scegliere sei nuovi membri dell'Assemblea degli Esperti, l'organo che indica la Guida Suprema, e sei parlamentari.

"Ogni voto conta". Si è espresso così, secondo la Bbc, l'ayatollah Khamenei. "Andate a votare e scegliete il vostro presidente", ha aggiunto, ripetendo il suo appello affinché gli iraniani partecipino al processo elettorale, importante per il "futuro" del Paese.

"La ragione per la quale il popolo iraniano è stato ripetutamente invitato a partecipare al voto è che, in primo luogo, è un bene per il popolo e, in secondo luogo, porta grandi vantaggi a livello internazionale per la Repubblica Islamica", ha detto Khamenei nelle dichiarazioni riportate dall'agenzia Mehr.

"Non andrò a votare. Mi sono esposto perché me l'hanno chiesto milioni di cittadini, ma ho chiarito che, in caso di squalifica, non avrei partecipato. Se qualcuno ha voglia di votare, faccia pure. Io no". Lo ha detto in un'intervista al Corriere della Sera l'ex presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad, la cui candidatura per le elezioni presidenziali di oggi in Iran è stata bocciata dal Consiglio dei Guardiani. "Ho chiesto che mi spiegassero il motivo, ma non hanno risposto - ha affermato - E' una scelta politica".

Secondo Ahmadinejad, "il problema dell'Iran non sono le sanzioni americane" perché la Repubblica Islamica è "un Paese ricco di risorse naturali e umane, ma Hassan Rohani, il mio successore, ha investito tutto in politica estera". "Risorse che - ha incalzato - sarebbero dovute restare qui". "Noi iraniani non abbiamo mai messo gli occhi sulle risorse naturali degli Stati Uniti o dell'Europa. Fate altrettanto voi. Invece volete energia e in cambio vendere armi", ha proseguito, aggiungendo che "i più lucrosi contratti per armamenti si firmano in Medio Oriente".

E sull'accordo internazionale sul nucleare iraniano del 2015 sul tavolo delle trattative a Vienna per un rilancio del trattato, Ahmadinejad sottolinea come ci siano "stati negoziati per anni", come sia "stata firmata un'intesa" che "dopo poco, è diventata carta straccia" perché "non era un accordo giusto". "Dobbiamo aspettare - ha concluso - il cambiamento nel comportamento americano".

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