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Iran, Trump: "Faremo scattare meccanismo per ripristino sanzioni"

16 agosto 2020 | 08.24
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"Ricorreremo allo snapback, lo vedrete la prossima settimana", ha detto il presidente Usa parlando del meccanismo previsto dall'accordo sul nucleare del 2015 tra l'Iran e Stati Uniti, Russia, Cina, Regno Unito, Francia più Germania. Protesta l'Itan. Ue: "Usa non possono"

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Afp

Gli Stati Uniti potrebbero far scattare la prossima settimana il meccanismo per un ripristino di tutte le sanzioni dell'Onu contro l'Iran. Lo ha annunciato il presidente americano Donald Trump durante una conferenza stampa. "Bene, sapete come è andato il voto - ha detto, in un riferimento alla bocciatura, due giorni fa, della risoluzione delle Nazioni Unite per estendere l'embargo sulle armi contro l'Iran - ma ricorreremo allo snapback, lo vedrete la prossima settimana". Lo snapback è un meccanismo previsto dall'accordo sul nucleare del 2015 tra l'Iran e il 5+1 (Stati Uniti, Russia, Cina, Regno Unito, Francia più Germania) che prevede un ripristino delle sanzioni nel caso in cui si ritenga che Teheran viola l'intesa.

IRAN - "Illegale" e "inaccettabile". Il ministro iraniano degli Esteri Mohammad Javad Zarif si scaglia così contro il proposito del presidente americano. "Gli americani sono usciti dall'accordo nucleare nel maggio 2018 e sanno molto bene che l'implementazione dello snapback è illegale e quindi assolutamente inaccettabile", ha detto Zarif in dichiarazioni riportate dall'agenzia stampa di stato Irna. "Così come è fallito in Consiglio di Sicurezza il tentativo di fermare il sollevamento dell'embargo alle armi, succederà lo stesso anche per questo", ha intanto twittato Mahmoud Vaezi, capo dello staff presidenziale iraniano, riferendosi allo snapback.

UE - Gli Stati Uniti non hanno il potere di reintrodurre le sanzioni contro l'Iran attraverso il cosiddetto 'snapback', meccanismo previsto dall'accordo sul nucleare (Jpcoa) del 2015 nel caso di violazioni da parte di Teheran. Lo ha chiarito una portavoce dell'Alto rappresentante per la politica estera Josep Borrell, in risposta a quanto sostenuto dal presidente americano.

"Dal momento che gli Stati Uniti si sono ritirati unilateralmente dall'accordo nel maggio del 2018 - ha spiegato la portavoce - e non hanno successivamente partecipato ad alcuna struttura o attività del Jpcoa, gli Stati Uniti non possono essere considerati partecipanti dell'accordo. Dunque riteniamo che gli Stati Uniti non siano nella posizione di ricorrere ai meccanismi riservati ai partecipanti al Jpcoa".

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