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Iraq, l'antropologa: "Dietro l'arruolamento dei giovani c'è la disperazione"

23 agosto 2016 | 08.13
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(AFP PHOTO) - (AFP PHOTO)

Palermo, 23 ago. - (AdnKronos) - E’ opinione consolidata che i combattenti dell’Isis "sono motivati da una fede nello Stato islamico, un califfato governato da un califfo. Non sempre è così". Lo ha detto l’antropologa Lydia Wilson, ricercatrice  presso il Centro per la risoluzione e i conflitti intrattabili dell’Harris Manchester College di Oxford, intervenuta ai Seminari internazionali di Erice sulle Emergenze Planetarie presiedute dal professor Antonino Zichichi.

Secondo l’antropologa, dalle interviste compiute in carcere in Kossovo ma anche nelle zone 'calde' dell’Iraq emerge che "i giovani sanno poco di Islam: hanno difficoltà a rispondere a domande su sharia, jihad militante e il califfato". 

La ricercatrice ha poi ricordato che in Kossovo, Paese che ha inviato 300 giovani in Siria, "molti arruolati come combattenti, la disoccupazione giovanile è del 70 per cento", ha concluso. Dietro l’arruolamento "c’è la disperazione".

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