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Iraq: protesto' contro soprusi Isil su cristiani, ucciso insegnante a Mosul

21 luglio 2014 | 17.59
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A masked policeman mans a machinegun atop an armoured vehicle outside a Christian church in Mosul July 14, 2009. Iraq's ethnically and religiously mixed city of Mosul imposed a curfew on vehicles in Christian neighbourhoods on Monday in response to a series of bomb attacks targeting churches in Baghdad, police said. REUTERS/Khalid al-Mousuly (IRAQ CONFLICT POLITICS) RELIGION) - REUTERS

Alcuni miliziani dello Stato Islamico (Isil) hanno ucciso un docente universitario, Mahmoud al-Asali, dopo che quest'ultimo aveva contestato i jihadisti per essersi impossessati o aver incendiato le proprietà delle famiglie cristiane a Mosul, città dell'Iraq settentrionale conquistata dai jihadisti a inizio giugno. Lo riferisce il sito d'informazione Ankawa, citando fonti informate sull'accaduto. Il sito non precisa la religione del docente ucciso, ma il nome Mahmoud lascia intendere che fosse musulmano.

Nei giorni scorsi l'Isil ha ordinato a tutti i cristiani di Mosul di scegliere tra il pagamento della jizya, ossia la tassa di protezione dovuta dai non musulmani secondo la sharia, la conversione o l'abbandono della città. Molte chiese sono state attaccate e i crocifissi sono stati rimossi dalle facciate, mentre le case dei cristiani sono state segnate con la N di "nasara" (cristiani in arabo).

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