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Irpef, chi la paga? 83,7% dipendenti e pensionati

07 dicembre 2020 | 14.28
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L’Irpef continua a gravare principalmente sui redditi da lavoro dipendente e da pensione: in 15 anni il contributo di tali redditi sul totale è cresciuto di oltre 4 punti percentuali passando dal 79,7% del 2003 all’83,7% del 2018, mentre per contro è calato l’apporto dei redditi da patrimonio (immobiliare e mobiliare) e d’impresa. È la fotografia che emerge dall’ottavo rapporto Lef sull’Irpef elaborato dall’Ufficio studi dell’associazione.

Il rapporto sarà presentato oggi alle ore 16 dal responsabile del centro studi di Lef, Lelio Violetti. Interverranno il sottosegretario del ministero dell’Economia, Maria Cecilia Guerra, che si soffermerà sulle prospettive di riforma dell’Irpef, e il consigliere della Corte dei conti ed ex direttore dell’Agenzia delle entrate, Massimo Romano, sul ruolo dell’amministrazione nella gestione dei tributi. Il documento mette a confronto anche l’andamento dell’imposta versata in rapporto al reddito per i diversi soggetti. Dall’analisi emerge che per i redditi da lavoro e pensione l’imposta registra un incremento percentuale maggiore della crescita del reddito.

In particolare, l’imposta pagata dai redditi da pensione tra il 2003 e il 2018 cresce del 73% a fronte di una crescita del reddito del 45,5%, quella pagata dai redditi da lavoro dipendente cresce del 39,3% a fronte di una crescita del reddito del 35,2%. Una crescita, quella relativa all’imposta pagata dal reddito da pensione dovuta, in parte, ''alla fuoriuscita di un gran numero di soggetti dalle soglie di esenzione grazie anche alla perequazione automatica a favore degli importi più bassi e in parte al posizionamento dei pensionati in prossimità degli estremi superiori dei primi scaglioni di imposta con conseguente assoggettamento della rivalutazione ad una aliquota marginale maggiore''. Inoltre, e questo vale anche per l’imposta pagata dai redditi da lavoro dipendente, sul maggior aumento dell’imposta ha influito la mancata restituzione del fiscal drag.

Per contro nel lavoro autonomo l’imposta cresce del 25,9% a fronte di una crescita del reddito del 32,5%. un andamento che in parte si spiega col fatto che i contributi previdenziali vengono dedotti dai contribuenti in dichiarazione e quindi influenzano in diminuzione la progressività dell’imposta, mentre al contrario ai dipendenti sono dedotti in busta paga e i pensionati non li versano. Infine, l’imposta pagata dal reddito d’impresa cresce più del reddito mentre quella versata dai redditi di partecipazione cresce meno del reddito.

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