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Cultura: fra castelli e opere d'arte 'Irpinia Madre Contemporanea'

18 novembre 2015 | 16.25
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Il Santuario di San Salvatore a Montella

Fra castelli e opere d'arte 'Irpinia Madre Contemporanea' racconta i segreti di una terra che ha saputo ricominciare con un festival culturale itinerante, iniziato il 3 ottobre scorso, e che questo fine settimana tocca alcune delle sue tappe clou: venerdì 20 novembre con la visita al centro storico Montefusco e al Museo della Ceramica di Ariano Irpino; sabato 21 novembre con la 'scoperta' del centro storico di Nusco/Torella dei Lombardi e poi, a Montella, del Complesso Monastico di Santa Maria della Neve e del Castello del Monte, oltre che dell’Azienda Castanicola Perrotta.

Dulcis in fundo, la visita dei laboratori degli artisti di via Varco a Rotondi che saranno aperti al pubblico nell'ambito dell’iniziativa 'Studi d’artista porte aperte' che si protrarrà fino all’8 dicembre. Sono le officine delle idee dove lavorano Eugenio Giliberti, Umberto Manzo, Perino & Vele, Lucio e Peppe Perone, esponenti importanti della scena nazionale dell’arte contemporanea, che per una sorta di straordinaria coincidenza logistica operano lungo una strada - via Varco, appunto - che ha fatto irruzione nella mappa della geografia della cultura italiana, non muovendosi dall’Irpinia e riuscendo a parlare al mondo. La kermesse ha in serbo altre fughe dall'ordinario anche domenica 22 novembre con la visita al Castello nel borgo di Monteverde e poi alle Cantine di Marzo nel paese che lega il suo nome alla roccia vulcanica diffusa nel sottosuolo di tutta l'area, Tufo.

'Irpinia Madre Contemporanea' è un progetto che restituisce la giusta luce ad una terra, l’Irpinia, con un importante passato artistico, culturale, naturale e rurale. Un passato che, attraverso l'arte, diventa presente ed ecco perché 'contemporanea'. Protagonisti otto paesi e borghi arroccati, lontani dal caos, dalla fretta, dal rumore, immersi nella natura, indicatori di percorsi da scoprire che si snodano anche tra cinema, musica ed enogastronomia. Il progetto arriverà alla sua tappa conclusiva il 27 gennaio 2016 con il concerto di musica polifonica 'Gesualdo Consort of Gesualdo', primo ensamble nazionale intitolato al principe dei musici che fa tesoro delle esperienze di Londra e di Amsterdam per indagare l’intima relazione tra parola e suono.

Ma un altro evento importante è a stretto giro: lunedì 23 novembre alle 16 al Castello di Bisaccia, la figura di Lucio Amelio sarà rievocata da Mario Martone in una conversazione con il direttore de 'Il Mattino' Alessandro Barbano. 'Terrae Motus' ne sarà il titolo, che rimanda a 'Lucio Amelio / Terrae Motus' che siglò la straordinaria operazione approntata dopo il terremoto del 23 novembre 1980, a cui Martone ha dedicato la videointervista del 1993.

'Terrae Motus' riguarda la collezione di opere realizzata da Lucio Amelio coinvolgendo oltre 60 protagonisti assoluti dell’arte internazionale, da Beuys a Warhol, da Gilbert & George a Cy Twombly, da Robert Mappletorphe a Michelangelo Pistoletto. Tutti si cimentarono sul tema del terremoto del 23 novembre 1980 che ebbe come epicentro e teatro della tragedia l’Irpinia. La circostanza che giusto 35 anni dopo Mario Martone rifletta su quell’esperienza proprio a Bisaccia va a costituire un momento carico di contenuti simbolici importanti. Ed è anche l’occasione per narrare quel che è successo dopo e toccarne con mano i frutti. L’Irpinia non si è fermata a quel 23 novembre. C’è da sempre una spinta di vitalità in questa terra che le ha permesso di ricominciare con l’entusiasmo della sua gente.

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