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Is pubblica foto di Aylan e minaccia: "Ecco cosa succede a chi lascia Califfato"

10 settembre 2015 | 11.14
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Il corpo di Aylan (Afp) e una foto del bimbo (da Twitter)

I rifugiati siriani che cercano la salvezza in Occidente compiono "un grave e pericoloso peccato" e mettono un'"ipoteca" sulle vite e le anime dei loro figli. Lo scrivono i jihadisti del sedicente Stato islamico (Is) in un articolo sulla loro rivista online 'Dabiq', nel quale commentano la morte di Aylan al-Kurdi, il bimbo siriano trovato sulla spiaggia di Bodrum, in Turchia, la cui foto è diventata il simbolo della tragedia dell'immigrazione.

In un articolo intitolato 'Il pericolo di abbandonare la Dar ul-Islam' (la Casa dell'Islam), ovvero le terre del Califfato proclamato dall'Is che si estende tra la Siria e l'Iraq, i jihadisti mettono in guardia i migranti dal cercare rifugio in Europa.

"Purtroppo, alcuni siriani e libici sono disposti a rischiare la vita e le anime di chi hanno la responsabilità di crescere secondo la sharia - i loro figli - sacrificando molti di loro durante il pericoloso viaggio verso le terre dei crociati governate dalle leggi dell'ateismo e dell'indecenza", si legge nell'articolo.

Nelle terre dell'Occidente - proseguono i jihadisti - i rifugiati e i loro familiari - sono sotto la costante minaccia di "fornicazione, sodomia, droga e alcol". Lasciare il califfato - si sottolinea - apre "una porta all'abbandono dell'Islam da parte dei nostri figli e nipoti per il cristianesimo, l'ateismo o il liberalismo".

Il primo ministro ungherese Viktor Orban ha affermato che una tale ondata di profughi da Siria e Iraq "minaccia le radici cristiane" del continente europeo. Secondo l'Is, tuttavia, sono i rifugiati musulmani che potrebbero subire un processo di deislamizzazione. "Se non cadono nel peccato, dimenticheranno la lingua del Corano - si conclude l'articolo - rendendo il ritorno alla religione e ai suoi insegnamenti più difficile".

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