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Is verso la sconfitta, ma si rischiano altre 10 guerre in Siria e Iraq

07 settembre 2016 | 16.22
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Un soldato iracheno vicino ad un simbolo dell'Is cancellato su un muro di Falluja (AFP PHOTO) - (AFP PHOTO)

I confini del 'califfato' dell'autoproclamato Stato islamico (Is) si stanno riducendo rapidamente sotto gli attacchi dei curdi, dei turchi, dei ribelli loro alleati e sotto i raid degli Stati Uniti e della Russia. Ci si comincia quindi a interrogare su cosa accadrà dopo una possibile sconfitta dei jihadisti e la risposta che sembra più probabile non è rassicurante: potrebbe infatti scatenarsi una nuova guerra o forse anche tante nuove guerre.

La strategia degli Stati Uniti contro l'Is fa leva su una serie di alleati regionali e gruppi armati locali che sono spesso in contrasto tra loro. Tutti considerano lo Stato islamico come un nemico, ma la maggior parte di loro considera nemici anche tutti gli altri. Una volta eliminato il nemico comune, potrebbero cominciare le rivendicazioni politiche e territoriali e potrebbero quindi esplodere nuove guerre. Le ipotesi sono almeno una decina.

- Forze curde siriane appoggiate dagli Usa contro forze arabe appoggiate dalla Turchia

Questo è in realtà un conflitto già iniziato ed è anche uno dei più complicati. La Turchia, allarmata dalle vittorie dei curdi vicino al suo confine, è intervenuta in Siria al fianco dei ribelli arabi dell'Esercito siriano libero. L'obiettivo ufficiale è l'Is, ma gli scontri con i curdi sono già iniziati, tanto che gli Usa hanno chiesto a entrambe le parti di fermarsi.

- Turchia contro curdi siriani

E' un'ipotesi simile alla precedente, ma il conflitto sarebbe più ampio perché la Turchia scenderebbe in campo accanto ai ribelli arabi. I curdi hanno già proclamato una regione autonoma nel nord della Siria all'inizio del 2016 e, se le tensioni persistono, potrebbe prospettarsi un'invasione turca della zona curda, dove si trova anche un esiguo numero di truppe degli Stati Uniti.

- Curdi siriani contro il regime

Anche il regime di Bashar al-Assad si sente minacciato dalle ambizioni territoriali dei curdi. Fino a poco tempo fa, i due fronti mantenevano una difficile alleanza e Assad non nascondeva di aver fornito armi ai curdi. Ma il rapporto si è fatto teso man mano che le vittorie dei curdi contro l'Is hanno alimentato le loro ambizioni nazionaliste, tanto che il regime ha cominciato, seppur sporadicamente, ad attaccarli, come avvenuto ad al-Hasakah.

- Stati Uniti contro il regime

In più occasioni questo conflitto è stato sul punto di esplodere negli ultimi cinque anni, ma al momento sembra un'ipotesi improbabile ed entrambe le parti hanno fatto di tutto per evitarlo. Ci sono tuttavia alcuni fronti sui quali fazioni ribelli appoggiate dagli Usa potrebbero entrare direttamente in conflitto con il regime, tra le quali la 'capitale' dell'Is, Raqqa. La liberazione della città è un obiettivo dichiarato tanto per la coalizione a guida Usa e per i ribelli suoi alleati, quanto per il regime, supportato dalla Russia. Il mese scorso gli Stati Uniti hanno intimato a Damasco di non bombardare le postazioni dei curdi nei dintorni di Raqqa.

- Turchia contro il regime

L'intervento turco in Siria è per ora limitato alla lotta contro l'Is e i curdi. Ankara è anche impegnata a ricucire con la Russia e l'Iran, alleati di Assad, che sembra abbiano dato la luce verde all'intervento turco nel nord della Siria. Ma se la battaglia della Turchia contro l'Is produrrà i risultati sperati, le forze di Ankara potrebbero presto trovarsi faccia a faccia con quelle del regime intorno alla città contesa di Aleppo.

- Curdi iracheni contro governo iracheno

La situazione irachena prevede meno variabili, ma presenta comunque alcuni rischi. Nel quadro della lotta contro l'Is, i curdi iracheni si sono spinti in aree che un tempo erano sotto il controllo di Baghdad. Il governo iracheno ha sempre affermato di voler recuperare queste aree una volta l'Is sarà completamente sconfitto. Ma anche i curdi hanno fatto intendere che non rinunceranno con facilità al territorio che hanno liberato a costo del loro sangue.

- Curdi iracheni contro milizie sciite

La cause scatenanti di questo conflitto sarebbero le stesse del precedente: le milizie sciite, molte delle quali sostenute dall'Iran, hanno assunto un ruolo di primo piano in molte battaglie contro l'Is, spingendosi a nord di Baghdad proprio mentre i curdi si spingevano verso sud. In almeno una località, Tuz Khurmatu, si sono già registrati scontri.

- Curdi contro curdi

Uno scenario complesso, ma non del tutto improbabile. Tranne che sull'ambizione di far nascere un loro Stato, i curdi sono molto divisi tra di loro. In Iraq, i curdi sono divisi in due fazioni principali: una che è nemica giurata dei curdi siriani, l'altra che è loro alleata. L'esplodere delle tensioni è possibile tanto in Iraq quanto in Siria.

- Sunniti contro sciiti e/o curdi

Nel perseguire l'obiettivo di sconfiggere l'Is, in Iraq e in Siria città e villaggi a maggioranza sunnita vengono conquistati da forze curde o sciite. In genere i sunniti collaborando nella lotta contro i jihadisti, ma ci sono anche segnalazioni di abusi da parte di sciiti e curdi contro le comunità sunnite. Si parla in particolare di deportazioni forzate e detenzioni di massa. In assenza di una vera riconciliazione, non si può escludere qualche forma di rivolta sunnita.

- Quel che resta dell'Is contro tutti

L'Is controlla ancora una grossa fetta di territorio in Siria e Iraq. Le offensive per liberare le sue due capitali, Mosul e Raqqa, devono ancora iniziare. Se, come prevedono gli scenari precedenti, i gruppi suoi rivali si scontrano tra loro, quelle offensive potrebbero essere rinviate a tempo indeterminato. Anche se questo non accadrà, si preannunciano instabilità a lungo termine nella regione, visto che le vittorie militari non si accompagnano a una strategia politica. Le disfunzioni che hanno permesso la nascita dell'Is potrebbero perdurare e, se la guerra attuale dovesse generare nuove guerre, l'Is potrebbe resistere e minacciare ancora a lungo il mondo intero.

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