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Iraq: Is vieta democrazia e ginnastica, nuove regole per università Mosul

27 ottobre 2014 | 11.51
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Educazione fisica, Belle arti, Filosofia e Archeologia. Queste, ma non solo, le facoltà che lo Stato islamico ha bandito dall'ateneo iracheno, dichiarandole "illegali". Con una "circolare" su carta intestata con il classico logo salafita che l'Is ha adottato come suo simbolo, il cosiddetto Ufficio Istruzione si rivolge "a tutto il personale docente, amministrativo e impiegatizio dell'Università e degli Istituti di Mosul", vietando, tra l'altro, di parlare di democrazia.

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Educazione fisica, Belle arti, Filosofia e Archeologia. Queste, ma non solo, le facoltà che lo Stato islamico (Is) ha bandito dall'Università irachena di Mosul, dichiarandole ufficialmente "illegali". Con una "circolare" su carta intestata con il classico logo salafita che l'Is ha adottato come suo simbolo, ossia la scritta bianca su fondo nero 'Non c'è dio se non Dio', il cosiddetto Ufficio Istruzione si rivolge "a tutto il personale docente, amministrativo e impiegatizio dell'Università e degli Istituti di Mosul", vietando, tra l'altro, di parlare di democrazia.

Il documento, che porta la data del 18 ottobre ed è stato rilanciato sui social media nelle scorse ore, annuncia la cancellazione di alcuni corsi di studio e diffonde le nuove "regole" a cui si dovranno attenere i docenti. In particolare, negli atenei del 'califfato' non ci sarà più spazio per le facoltà di "Diritto, Scienze politiche, Belle arti, Archeologia, Educazione fisica, Filosofia e Scienze alberghiere", così come sarà vietato parlare di "democrazia, cultura, diritti e libertà".

Al bando anche "la narrativa e il teatro nelle classi di lingua inglese e francese e la traduzione". Proibito anche "fare domande sull'interesse a usura, sui principi del nazionalismo iracheno, su fatti storici fasulli o sulle divisioni geografiche", quesiti che le autorità dello Stato islamico considerano "contrari alla sharia islamica".

Tra le regole che tutti gli insegnanti saranno tenuti a rispettare, figura in primis "la separazione tra maschi e femmine", poi "l'abolizione della frase 'Repubblica irachena', da sostituire con 'Stato islamico'" e infine "l'abolizione della frase 'ministero dell'Istruzione superiore', da sostituire con 'Ufficio Istruzione'".

La circolare precisa che queste misure sono state adottate "dopo aver preso in considerazione le questioni dei musulmani e in conformità con l'interesse pubblico", ma anche alla luce di una "indagine sulle opinioni dei musulmani". Tutte misure che il documento definisce "vincolanti", annunciando "sanzioni" per gli eventuali trasgressori.

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