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Mo, sale la tensione: a Gaza 24 morti e più di 70 feriti

13 novembre 2019 | 07.20
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Tel Aviv colpisce obiettivi della Jihad Islamica e rivendica uccisione di un altro leader. Circa 400 i razzi lanciati verso Israele. Dalla tv di Hamas la canzone 'morte a Israele'

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(AFP) - AFP

Sale ancora il bilancio dell'escalation di violenze nella Striscia di Gaza dopo l'uccisione ieri in un raid israeliano del comandante militare della Jihad Islamica, Baha Abu al-Ata. Secondo il portavoce del ministero della Sanità di Gaza, Ashraf al-Qudra, da ieri mattina sono almeno 23 i palestinesi morti e 71 quelli rimasti feriti nell'enclave palestinese. Tra le vittime ci sono anche donne e bambini. La Striscia di Gaza è controllata da Hamas.

Intanto le forze della sicurezza israeliana hanno colpito obiettivi della Jihad Islamica questa mattina nella Striscia di Gaza. Lo ha reso noto un portavoce dell'esercito israeliano citato dal sito di Ynet e spiegando che il gruppo palestinese si sta riorganizzando dopo il raid di ieri. L'esercito ha quindi rivendicato l'uccisione del comandante della Jihad Islamica Khaled Moawad Farraj. Era uno dei leader delle Brigate al-Quds, aveva 38 anni. La Jihad Islamica ha confermato su Twitter l'uccisione di Farraj, postando la foto del suo corpo senza vita e promettendo vendetta. Intanto, alle prime ore di oggi, affermano le autorità israeliane, sono circa 400 i razzi lanciati dalla Jihad Islamica verso Israele.

Dalla tv di Hamas la canzone 'morte a Israele'

La Jihad Islamica si sta preparando a ''diversi giorni di combattimenti e ha diverse opzioni sul tavolo''. Lo ha affermato questa mattina il portavoce dell'esercito israeliano, il generale Hidai Zilberman, dicendo che la calma durante la notte non era indicativa di un cessate il fuoco, ma piuttosto che la Jihad Islamica stava gestendo la propria scorta di armi per diversi giorni di combattimenti. "La Jihad islamica palestinese ha ripreso a sparare questa mattina e il gruppo intende sparare missili in un modo simile a quello che abbiamo visto ieri - ha detto Zilberman ctato dal Jerusalem Post -. La Jihad islamica è meticolosa e gestisce le sue scorte per diversi giorni di combattimenti. Mantiene tutte le loro opzioni sul tavolo".

Secondo il portavoce, Hamas non è ancora stato coinvolto nei combattimenti, ma "la situazione è fragile" e per questo l'esercito israeliano ha preso di mira posizioni e infrastrutture che la Jihad Islamica potrebbe usare per ferire o uccidere civili. "Non stiamo attaccando Hamas e gli obiettivi della Jihad Islamica che colpiamo non sono al centro di Gaza City, perché comprendiamo che stiamo camminando su una corda tesa. Non vogliamo uccidere civili che potrebbero portare Hamas a unirsi al combattimento".

L'esercito israeliano è quindi impegnato a raccogliere informazioni sui bersagli della Jihad Islamica nella Striscia di Gaza. "Abbiamo una banca dati abbastanza ricca degli obiettivi della Jihad Islamica e continueremo a preparare opzioni aggiuntive, sia difensive che offensive", ha affermato Zilberman. Mentre l'esercito israeliano afferma di non volere che la situazione si intensifichi in un'operazione militare all'interno della Striscia di Gaza, questa mattina c'è stato un piccolo aumento nello schieramento di truppe lungo la barriera di confine di Gaza. L'esercito israeliano ha quindi affermato che il 90 per cento dei missili lanciati dalla Striscia e diretti verso le aree residenziali sono stati intercettati dal sistema di difesa missilistica Iron Dome. Dei razzi non intercettati, il 60 per cento è caduto in aree non abitate.

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