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Israele, Netanyahu senza maggioranza

17 settembre 2019 | 11.03
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Dagli ultimi exit poll non riuscirebbe a formare il governo di destra da lui sperato

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(Fotogramma)

Secondo gli exit poll, il Likud del primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu e i suoi alleati della destra e dei partiti ultraortodossi non raggiungono la maggioranza di 61 seggi su 120 necessaria per formare un governo. Il partito Israel Beitenou dell'ex ministro della Difesa Avigdor Lieberman potrebbe essere l'ago della bilancia con i suoi 8-10 seggi. I tre exit poll diffusi alla chiusura delle urne indicano un testa a testa fra il Likud e Blu e Bianco, con 31-33 voti per il partito di Netanyahu e 32-34 per quello di Benny Gantz. Fra gli alleati di Netanyahu, l'unione di partiti di destra Yamina ottiene fra i 6 e gli 8 seggi, mentre gli ultraortodossi dello Shas ne hanno 8-9 e l'altro partito religioso, Torah unita nel giudaismo, si attesta a otto. Rimane sotto la soglia di sbarramento il partito di estrema destra Otzma Yehudit. la Lista unita che raccoglie i partiti degli arabo israeliani diventa la terza forza del paese, con 11-13 seggi. A sinistra di Blu e Bianco, il campo Democratico dell'ex premier Ehud Barak e i Laburisti ottengono ciascuno 5-seggi.

Se le previsioni degli exit poll saranno confermate, Netanyahu non potrà formare il governo di destra da lui sperato, che avrebbe potuto approvare una legge per garantire la sua impunità dalle accuse di corruzione. Privo della maggioranza assoluta necessaria, il suo blocco di destra dovrebbe allearsi con il partito della destra nazionalista laica di Lieberman. Ma questa intesa era già fallita dopo le elezioni del 9 aprile perchè l'ex ministro della Difesa voleva l'appovazione della leva militare per gli ultraortodossi, alla quale si oppongono i partiti religiosi. Israel Beitenu ha già fatto sapere di essere a favore di una sorta di governo di unità nazionale con Likud e Blu e Bianco. Ma la formazione di Gantz non vuole allearsi con il Likud fino a quando il partito sarà guidato da Netanyahu. I risultati ufficiali del voto sono attesi per il 25 settembre. Il presidente Reuven Rivlin avrà allora sette giorni di tempo per decidere a chi assegnare l'incarico di formare il governo. Il premier incaricato avrà 28 giorni a sua disposizione per formare un'alleanza, che potranno essere estesi di altre due settimane. Trascorso senza successo questo periodo, Rivlin affiderà l'incarico ad un'altra personalità politica. I tempi della politica si accavallano con le vicende giudiziarie di Netanyahu, che dovrà presentarsi davanti al procuratore generale Avichai Mandeblit per una udienza sulla sua possibile incriminazione il 2 ottobre, ultimo giorno utile per la nomina del premier incaricato da parte di Rivlin.

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