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Mo: Israele decide espulsione vedova autore massacro sinagoga

26 novembre 2014 | 17.07
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Nadia Abu Jamal perderà il permesso di residenza a Gerusalemme. Intanto è stato portato oggi in parlamento un piano per revocare la cittadinanza israeliana agli arabi coinvolti in atti di terrorismo.

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Vittima dell'attentato del 18 novembre alla sinagoga di Har Hof a Gerusalemme.(Infophoto)

La vedova di uno dei terroristi autori del massacro nella sinagoga di Har Hof a Gerusalemme sarà espulsa da Israele. Lo ha deciso il ministero degli Interni israeliano, sottolineando che Nadia Abu Jamal abita a Gerusalemme solo in virtù del permesso permanente di residenza del marito, il palestinese Abed Abu Jamal. "Chi è coinvolto in atti di terrorismo deve tener conto delle conseguenze che ciò avrà sulla propria famiglia", ha dichiarato il ministro degli Interni Gilad Erdan, citato sul Jerusalem Post. La donna perderà anche il diritto ad ogni beneficio della sicurezza sociale.

L'espulsione della vedova di uno dei due responsabili dell'attacco del 18 novembre, che ha causato cinque morti, potrebbe preludere a futuri provvedimenti anche più duri verso gli autori di attacchi terroristici e le loro famiglie. Un piano antiterrorismo portato oggi in Parlamento dal partito Likud del primo ministro Benyamin Netanyahu, secondo quanto rivela il sito Ynetnews, prevede che gli arabo israeliani coinvolti in atti di terrorismo perdano la cittadinanza israeliana. Ciò significa che, una volta scontata la loro pena in carcere, saranno espulsi dal paese. Anche i familiari perderanno la nazionalità, e saranno deportati a Gaza, se esprimeranno sostegno per gli atti terroristici compiuti dal loro parente. Analogamente è prevista la revoca del permesso di residenza per i palestinesi di Gerusalemme est.

Il piano stabilisce anche che il corpo dei terroristi uccisi non venga restituito ai familiari, ma sepolto senza rito funebre in un luogo sconosciuto. Le case degli autori di atti di terrorismo verranno distrutte entro 24 ore. Infine il progetto di legge prevede che chi venga accusato di lancio di sassi o bombe molotov rimanga in carcere fino al processo. In caso di condanna è prevista anche la revoca dei benefici del welfare e della patente di guida per dieci anni.

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