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Rifiuti: Italia capofila in Europa nella certificazione degli impianti Raee

25 febbraio 2015 | 12.37
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Con il progetto Weeelabex, i consorzi Ecodom, Ecolight, ERP Italia, RAEcycle e Remedia in prima linea per la creazione di una rete certificata di impianti che trattano rifiuti elettronici

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(Infophoto)

Italia capofila nella certificazione europea degli impianti che trattano i rifiuti elettronici (Raee): Ecodom, Ecolight, ERP Italia, RAEcycle e Remedia, cinque consorzi che gestiscono complessivamente oltre l'80% dei Raee prodotti in Italia, hanno, infatti, aderito al progetto Weeelabex per la creazione di regole e standard omogenei in tutta Europa nella gestione e nel trattamento dei rifiuti elettronici. A distanza di un anno, sono 82 gli impianti in Europa che hanno avviato il processo di certificazione; di questi, il 30% (24 impianti) riguarda strutture italiane.

Il processo di accreditamento secondo gli standard Weeelabex è lungo e complesso: al momento hanno ottenuto la certificazione 30 impianti, 10 italiani.

Weeelabex (acronimo di Weee LABoratory of EXcellence, ovvero 'Laboratorio di eccellenza dei Raee') è stato ideato dal Weee Forum in collaborazione con i principali stakeholder della filiera Raee ed è co-finanziato dalla Ue nell'ambito del programma Life+. Il progetto ha il duplice obiettivo di mettere a punto nuovi standard di qualità per la raccolta, il trasporto e il trattamento delle varie tipologie di Raee, oltre a individuare e realizzare una modalità uniforme e strutturata di verifica del rispetto di questi standard in tutti i Paesi europei, attraverso auditors qualificati e opportunamente formati.

Il processo di audit, che in Italia ha mosso i primi passi nell'aprile dello scorso anno attraverso l'avvio dell'iter presso l'organismo internazionale no-profit Weeelabex Organisation, sta portando il nostro Paese a essere la nazione europea con il maggior numero di impianti accreditati Weeelabex, fornendo un grande esempio a livello internazionale a tutti i soggetti impegnati nella gestione dei Raee.

Gli audit italiani svolti tra la seconda metà del 2014 e l'inizio del 2015 hanno interessato prevalentemente i flussi di trattamento dei Raee pericolosi, ovvero i rifiuti elettronici appartenenti ai raggruppamenti R1 (frigoriferi e congelatori) e R3 (televisori e monitor): complessivamente sono stati analizzati 31 flussi. Per quanto riguarda il trattamento di R2 (lavatrici, lavastoviglie, forni) e R4 (piccoli elettrodomestici ed elettronica di consumo), sono stati controllati 15 flussi.

Il progetto si è rivelato finora positivo. Gli auditors, formati nell'ambito della Weeelabex Organisation, hanno formulato valutazioni positive: sono stati innalzati gli standard di trattamento e si sta procedendo verso una maggiore uniformità delle condizioni operative e una sempre maggiore consapevolezza e garanzia di eccellenza lungo tutta la filiera.

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