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Italia operaia, l'Inps traccia l'identikit del dipendente

14 novembre 2019 | 13.10
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Su 15.713.289 dipendenti privati oltre la metà sono operai, la maggior parte lavora al Nord. Tra i 3.583.175 del pubblico impiego invece la maggioranza sono dipendenti della scuola, over 50 e più della metà donne. Aumentano i contratti a tempo indeterminato ma restano le disparità economiche tra Nord e Sud e tra uomini e donne

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(Fotogramma) - FOTOGRAMMA

L'Italia è principalmente un Paese di operai. Aumentano i contratti a tempo indeterminato, restano le disparità economiche tra Nord e Sud e tra uomini e donne. È l'identikit che emerge dei rilevamenti Inps sui dipendenti pubblici e privati nel 2018. Rappresentando oltre la metà dei 15.713.289 dipendenti privati che sono più di quattro volte quelli pubblici (3.583.175 unità), le 'tute blu' sono nel 2018 la principale forza lavoro del Paese. Mentre nel pubblico dove meno della metà sono uomini e over 50, a primeggiare sono i dipendenti della scuola.

PRIVATO - Nel 2018 gli operai rappresentano il 55,6% del totale (8.729.609 lavoratori), contro il 36,6% degli impiegati, il 3,8% degli apprendisti, il 3% dei quadri e lo 0,8% dei dirigenti. I contratti a tempo indeterminato (che includono anche gli apprendisti, salvo una piccolissima quota classificata tra gli stagionali) è pari a 11.549.023 lavoratori, corrispondenti a più del 73,5% del totale, in leggero aumento rispetto al 2017 (1,2%), con una retribuzione media annua di euro 25.845 e 277 giornate medie retribuite. Quasi un terzo dei lavoratori dipendenti (31,9%) lavora nelle regioni del Nord-ovest. Segue il Nord-est con il 23,8%, il Centro (21,0%), il Sud (16,4%) e le Isole (6,8%), solo lo 0,1% lavora all'estero. La retribuzione media è di 21.530 euro ma presenta valori più elevati nelle due ripartizioni del Nord: rispettivamente 25.154 euro nel Nord-ovest e 22.747 nel Nord-est con un forte divario rispetto alle ripartizioni del Mezzogiorno, pari a 15.845 euro.

PUBBLICO - Con 3.583.175 unità i dipendenti pubblici sono aumentati dello 0,6% rispetto al 2017. Il gruppo contrattuale più numeroso è quello della Scuola con il 36,9% dei lavoratori, seguito dal Servizio Sanitario con il 19,1%, dalle Amministrazioni locali (Regioni, Province, Comuni) con il 16,8% e dalle Forze Armate, Corpi di polizia e Vigili del Fuoco con il 14,5%. I cinquantenni sono i dipendenti pubblici che, nel 2018, risultano essere i più numerosi, sugli oltre 3,58 milioni quelli con età fra i 50 e i 54 anni rappresentano il 18,8% con 673.547 lavoratori. Di poco inferiore risultano essere quelli con età compresa tra i 55 e i 59 anni, in tutto 672.909. Inoltre, dalla rilevazione risulta che il 96% della collettività ha età maggiore di 30 anni. Per quanto riguarda il genere, i lavoratori maschi rappresentano il 41,5% della distribuzione nel complesso; rispetto alle classi di età si osserva che solo nelle classi dei più giovani, fino a 24 anni, i maschi sono prevalenti raggiungendo la quota del 65%. La retribuzione media dei dipendenti pubblici è di 32.968 euro, in crescita del 3,1% rispetto all'anno precedente per effetto dei rinnovi dei contratti 2016-2018 nei vari comparti del pubblico impiego. A rilevarlo è l'Inps nell'aggiornamento degli Osservatori statistici. La retribuzione media risulta molto differenziata sia per età sia per genere. In particolare aumenta al crescere dell'età ed è costantemente più alta per il genere maschile 38.400 euro contro 29.120 euro per le femmine nel totale, pari a +31,8%.

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