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Italia unica: Passera, costruiamo area popolare e liberale

14 giugno 2014 | 14.19
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"Italia unica certo, pdu, Partito democratico unico, no grazie", perchè "la democrazia ha bisogno di due gambe, due grandi partiti che fanno riferimento alle due grandi famiglie europee". Si apre quindi il cantiere per costruire "un grande partito moderno che costituisca una delle due gambe della democrazia e che rappresenti la grande maggioranza di cittadini", che non sia quindi "un piccolo partitino di centro", ma al contrario il riferimento dell'area "popolare e liberale" dove "troviamo radici forti e bellissime" che hanno come riferimento don Luigi Sturzo, Alcide De Gaspari e Luigi Einaudi. Corrado Passera traccia il percorso che entro il prossimo autunno dovrà portare alla trasformazione di Italia unica da movimento a partito. Lo fa parlando alla convention riunita a Roma negli Studios di via Tiburtina, momento di passaggio quindi dopo la presentazione del febbraio scorso e del viaggio in tutto il Paese.

"Nel campo moderato c'è un grande vuoto da riempire e lo spazio c'è -sottolinea l'ex ministro dello Sviluppo- mai come oggi viene chiesto dagli italiani di riempire un vuoto, si può quindi creare qualcosa di veramente grande e di veramente forte. E noi dobbiamo farlo. Questo è il perimetro del nostro cantiere, non ci sono reticolati". Un partito, spiega ancora Passera, che dovrà essere "pieno di esperienza ma anche giovane", dove piuttosto che di "cambio generazionale" si dovrà parlare di "intreccio tra generazioni".

Un partito dove la classe dirigente entrerà "dalla porta del territorio", dove si potrà "inventare in ogni posto la cosa giusta", anche andando quindi al di là delle tradizionali strutture rappresentate da circoli e sezioni. (segue)

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