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Italiani conquistati dalla Smart Home, mercato IoT +23% nel 2016

23 febbraio 2017 | 12.11
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Casa domotica (Foto Fotogramma) - FOTOGRAMMA

Frigo che informano sullo stato della spesa alimentare, lavatrici che possiamo attivare dal cellulare, sensori e videocamere che scrutano la nostra casa contro il rischio furti, impianti di riscaldamento che si avviano o si spengono in base al clima, garantendo un risparmio energetico. La casa degli italiani è sempre più smart e l'Internet of Things sta invadendo le nostre dimore. Tanto che il mercato delle soluzioni IoT per la Smart Home nel nostro Paese vale 185 milioni di euro nel 2016, una crescita a ben due cifre (+23%) rispetto all'anno precedente.

Guardando con la lente d'ingrandimento lo stato della domotica in Italia, si scopre che il 26% dei consumatori italiani dispone di almeno un oggetto intelligente e connesso nella propria abitazione e il 58% ha intenzione di acquistarli in futuro. A delineare il quadro è la ricerca Smart Home dell'Osservatorio Internet of Things della School of Management del Politecnico di Milano, presentata questa mattina nel capoluogo lombardo al convegno "Smart Home: l’Internet of Things entra dalla porta di casa". Il potenziale "è davvero enorme", perché, segnala la ricerca, "la casa connessa si propone come il fulcro dell'ecosistema 'internet delle cose', capace di trainare dietro di sé diversi settori chiave del Made in Italy".

In questo quadro si affacciano sul mercato italiano grandi player come Google e Amazon, parallelamente proliferano le soluzioni sviluppate da startup con offerte spesso complementari a quelle dei brand affermati. Intanto compaiono i primi prodotti negli scaffali dei negozi - fisici e online - e cresce l'interesse dei consumatori verso soluzioni sempre più evolute che offrano però le necessarie garanzie di sicurezza e privacy. L'82% del mercato è ancora legato alla filiera tradizionale, composta da installatori e distributori di materiale elettrico, ma cresce la quota dei 'nuovi' canali come retailer, eRetailer e assicurazioni che insieme rappresentano il 18%, pari a circa 30 milioni di euro.

I possibili impieghi dell'IoT sono molti e variegati. La maggioranza delle oltre 290 soluzioni per la casa connessa censite in Italia e all’estero (il 31%) è però dedicata alla sicurezza, tra videocamere di sorveglianza, serrature, videocitofoni connessi e sensori di movimento. Altro tema caldo è la gestione energetica che conta su soluzioni per il controllo remoto degli elettrodomestici (10%), la gestione dei sistemi di riscaldamento e raffreddamento (8%), il monitoraggio dei consumi dei dispositivi elettrici (10%).

"L’Internet of Things sta iniziando a entrare nelle case degli italiani, ma quello a cui stiamo assistendo è solo l'inizio di un percorso di crescita dal grande potenziale" commenta Angela Tumino, Direttore dell'Osservatorio Internet of Things che sottolinea: "Verso la casa connessa oggi si muovono grandi player globali, startup, retailer, produttori, assicurazioni, utility e operatori delle telecomunicazioni. Per aprire davvero la porta all'innovazione è fondamentale offrire nuovi servizi ai consumatori".

"Le applicazioni Smart Home consentono di raccogliere moltissimi dati sul funzionamento dei dispositivi connessi e sul comportamento delle persone nell’abitazione: questo sarà uno degli aspetti cruciali per lo sviluppo del mercato, anche se le strategie per la valorizzazione dei dati sono ancora poco definite dalle aziende" aggiunge Giulio Salvadori, Ricercatore dell'Osservatorio Internet of Things. Per Salvadori inoltre "è fondamentale prestare molta attenzione alla tutela della privacy e della sicurezza, perché i consumatori sono tendenzialmente restii a condividere i propri dati, a meno di ricevere in cambio vantaggi concreti".

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