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Liti in agguato

Italiani al volante, liti in agguato: 87 aggressioni da inizio anno

16 luglio 2015 | 16.02
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(Infophoto)

Italiani al volante, la lite è in agguato. I guidatori del Belpaese sono sempre più irascibili e il caldo di questi giorni rischia di peggiorare la situazione: nei primi sei mesi del 2015 l'Osservatorio il Centauro Asaps (Associazione Sostenitori ed Amici della Polizia Stradale) ha già registrato 87 episodi di aggressioni fra automobilisti: pesante il bilancio, con tre vittime e 111 feriti, di cui 18 molto gravi. In 31 casi, addirittura, dagli insulti si è passati alle armi.

La strada è sempre più teatro di violenze fisiche, a volte fatali. "Noi automobilisti sulla strada diamo il peggio di noi stessi - afferma all'Adnkronos il presidente dell'Asaps, Giordano Biserni - A volte basta un nulla per scatenare reazioni violente".

Un sorpasso pericoloso, una partenza 'da gara' a un semaforo, il passaggio col rosso o la disputa per un parcheggio: sono queste le principali cause delle liti su strada. "Si tratta sempre di motivi banali, come l'episodio dello scorso anno a Roma in cui è stato ucciso un ragazzo perché teneva il volume della radio troppo alto", racconta Biserni.

Ad essere coinvolti nelle liti stradali violente sono prevalentemente gli uomini, mentre le donne "si limitano generalmente a improperi verbali". Allarmante il numero di over 65: "sono stati registrati molti casi di anziani che cominciano la lite su strada, vanno a casa ad armarsi e poi tornano sul posto", spiega il presidente Asaps.

Dispute assurde in cui l'ira del momento porta prima a scambiarsi parole proibite e poi ad usare mani o addirittura coltelli, pistole, cacciaviti o mazze da baseball: "dall'inizio dell'anno -precisa Biserni - in 18 episodi sono state utilizzate armi proprie, in 13 armi improprie".

Il consiglio dell'Asaps è chiaro: "mai lanciare o accettare la sfida". E' opportuno insomma "rinunciare a ogni ingaggio di lite su strada, perché non si può sapere chi c'è nell'altra auto". E se si nota una reazione che può assumere i connotati della violenza, l'invito è quello di "non avvicinarsi mai all'altra persona".

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