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Italicum, riprende l'esame al Senato. Boschi: "E' legge seria"

22 gennaio 2015 | 13.35
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Al via i lavori all'indomani dell'approvazione dell'emendamento Esposito: preclusi 35mila emendamenti sui 47mila presentati. Il ministro: "Rottamiamo gli inciuci e le liste bloccate" Bersani a Renzi: "Senza rispetto è finita"

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Matteo Renzi (Infophoto)

A palazzo Madama è in corso l'esame degli emendamenti alla riforma della legge elettorale. "Quando finiranno le polemiche e leggeranno testo, scopriranno che Senato sta facendo una legge elettorale seria. Come promesso #lavoltabuona", scrive intanto su Twitter il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi.

"La legge elettorale non è la cosa più importante per il nostro Paese. Ma senza legge elettorale, la politica continuerà a perdere tempo. E non fare niente", aggiunge il ministro sulla sua pagina Facebook. "Con la nuova legge elettorale sarà chiaro che chi vince governa, per cinque anni, senza ricatti dei partitini: come avviene ai sindaci. Il ballottaggio impedirà larghe intese e inciuci vari. Le liste bloccate vengono cancellate: la metà dei deputati saranno scelti con le preferenze. L'altra metà con i singoli candidati di collegio. Questa è la verità", prosegue il ministro delle Riforme. "Tutto il resto riguarda la polemica politica. Con l'emendamento Esposito abbiamo evitato ostruzionismo (44mila emendamenti, molti dei quali semplicemente ridicoli: basta leggerli). E adesso dopo anni di rinvii siamo a un passo da una legge elettorale che rottama gli inciuci e le liste bloccate - conclude Boschi -. Avevamo promesso una legge elettorale seria. Grazie al lavoro della grande maggioranza dei senatori la stiamo facendo. E non ci fermiamo".

Il presidente del Pd Matteo Orfini, sempre su Facebook, ricostruisce la storia dell'Italicum sottolineando che le richieste della minoranza Pd sono state accolte e che "è frutto di un compromesso con le altre forze di maggioranza e con quelle di opposizione". Mercoledì, prosegue, "qualcuno ha deciso al Senato di non riconoscere questo lavoro e ha votato in modo difforme da quello che insieme avevamo deciso. Per fortuna questa scelta non ha vanificato mesi di lavoro comune. E' una scelta che non condivido, che fatico ad accettare per l'idea di partito che ho e che considero un grave errore". "Quanto accaduto ieri oltre che doloroso, è politicamente incomprensibile", sottolinea.

Sale la temperatura in Aula - Intanto, l'atmosfera in aula si scalda. Il 'la' viene da Laura Bottici, questore M5S di palazzo Madama, che ad un certo punto protesta contro la presidenza Calderoli arrivando a dire che bisogna smetterla di "prendere per il c... i cittadini". Un boato di 'sorpresa' si leva dall'aula, ma non finisce lì. Poco dopo, infatti, è Vincenzo Santangelo, ex capogruppo pentastellato, che denuncia che dai banche del Pd la senatrice Monica Cirinnà è già da un po' "che mi sta mandando a fare in c...". Roberto Calderoli è sul punto di sospendere la seduta, poi stempera la tensione, assicurando che "chiederò di approfondire le cose, perché qui non sono assolutamente ammesse certe espressioni" e incoraggiando i colleghi a prendere una camomilla.

Durante la seduta, si è anche resa necessaria una breve sospensione dei lavori per esaminare il sub emendamento alla norma cosiddetta anti-flipper (ossia che i voti di un collegio si trasferiscano ad un altro collegio). Alla ripresa, Calderoli ha annunciato che i senatori, durante la pausa pomeridiana, avranno la possibilità di analizzarlo con cura e quindi la modifica presentata da Anna Finocchiaro (Pd), presidente della prima commissione, è stata momentaneamente accantonata.

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