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Jobs Act, bufera sui controlli a distanza. Ministero assicura: "Privacy rispettata"

18 giugno 2015 | 12.37
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(Infophoto)

La norma sugli impianti audiovisivi e gli altri strumenti di controllo contenuta nello schema di decreto legislativo in tema di semplificazioni "non liberalizza i controlli ma si limita a fare chiarezza circa il concetto di 'strumenti di controllo a distanza' ed i limiti di utilizzabilità dei dati raccolti attraverso questi strumenti, in linea con le indicazioni che il Garante della Privacy ha fornito negli ultimi anni e, in particolare, con le linee guida del 2007 sull'utilizzo della posta elettronica e di internet". E' una nota del ministero del Lavoro, guidato da Giuliano Poletti, a rispondere così a tutte le critiche, sindacali e non, che si sono abbattute sulla scelta effettuata dal governo nel decreto attuativo del Jobs Act.

Uno "spionaggio contro i lavoratori" che in letteratura "abbiamo sempre definito come il Grande Fratello" ha attaccato la leader della Cgil, Susanna Camusso.

L'intervento legislativo di fatto, precisa il dicastero, "adegua la normativa contenuta nell'art.4 dello Statuto dei lavoratori, risalente al 1970, alle innovazioni tecnologiche nel frattempo intervenute", aggiunge. E chiarisce il perimetro di applicazione generale della norma: gli strumenti di controllo a distanza, dai quali derivi anche la possibilità di controllo dei lavoratori, possono infatti "essere installati esclusivamente per esigenze organizzative e produttive, per la sicurezza del lavoro e per la tutela del patrimonio aziendale; esclusivamente previo accordo sindacale o, in assenza, previa autorizzazione della Direzione Territoriale del Lavoro o del Ministero".

In conclusione, rimarca il ministero, "è bene ribadirlo, non si autorizza nessun controllo a distanza; piuttosto, si chiariscono solo le modalità per l'utilizzo degli strumenti tecnologici impiegati per la prestazione lavorativa ed i limiti di utilizzabilità dei dati raccolti con questi strumenti. Il nuovo articolo 4, peraltro, rafforza e tutela ancor meglio rispetto al passato la posizione del lavoratore, imponendo: che al lavoratore venga data adeguata informazione circa l'esistenza e le modalità d'uso delle apparecchiature di controllo e, per quanto più specificamente riguarda gli strumenti di lavoro, che venga data al lavoratore adeguata informazione circa le modalità di effettuazione dei controlli, che, comunque, non potranno mai avvenire in contrasto con quanto previsto dal Codice privacy".

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