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Jobs Act: consulenti lavoro, non stravolge lavoro accessorio e apprendistato

17 luglio 2015 | 12.43
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"Le novità legislative previste in materia di apprendistato e lavoro accessorio non stravolgono affatto i due istituti". A precisarlo, nella circolare numero 16, la Fondazione studi dei consulenti del lavoro. "Le novità -spiega- introdotte dal decreto legislativo 15 giugno 2015, numero 81, nell’ambito del riordino dei contratti di lavoro previsto dalla Jobs act, si limitano a pochi interventi finalizzati a prendere atto delle esigenze richieste, in alcuni casi dallo scarso utilizzo del contratto e dall’altro dalla necessità di puntualizzare e modificare disposizioni oggetto di interpretazioni foriere di contenzioso".

"In materia di apprendistato -rileva la Fondazione studi- le modifiche non sono profonde e si concentrano in particolare sulla prima e sulla terza tipologia".

"Modifiche poco significative -sostiene- al contratto di apprendistato professionalizzante, ma perché in realtà l’esecutivo era già intervenuto lo scorso anno con il decreto legislativo 34, con le prime misure in materia di lavoro".

"Sul lavoro accessorio -avverte- si tratta di pochi ritocchi alla previgente disciplina. Viene innalzato il limite di svolgimento della prestazione da parte del lavoratore che sale da 5 mila a 7 mila euro".

"Il riferimento diventa -ricorda la Fondazione studi dei consulenti del lavoro- l’anno civile e non più l’anno solare e, inoltre, viene espressamente vietato l’utilizzo nell’ambito degli appalti. Stabilizzata, invece, la possibilità, per coloro che percepiscono somme per il sostegno al reddito, di svolgere attività fino ad un limite di 3 mila euro".

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