cerca CERCA
Lunedì 18 Ottobre 2021
Aggiornato: 00:04
Temi caldi

Jobs Act, Poletti: "Il governo non cadrà, andiamo avanti"

26 settembre 2014 | 13.52
LETTURA: 4 minuti

Il ministro del Lavoro: "Sciopero Cgil? Ascoltiamo opinioni altrui ma poi dobbiamo decidere". Boldrini: "Articolo 18 non cruciale per il cambiamento". Grasso: "Aula troverà equilibrio per avere la riforma". Taddei: "Non servirà il sostegno di Forza Italia"

alternate text
Il ministro del Lavoro Giuliano Poletti (infophoto) - INFOPHOTO

"Direi proprio di no" . Così il ministro del Lavoro Giuliano Poletti, a margine di un convegno sul Welfare promosso dalla cooperativa sociale Cadiai a Bologna, ha risposto ai cronisti che gli chiedevano se il Governo corra il rischio di cadere in occasione del voto sulla riforma del lavoro. Poletti è convinto anche che il Jobs Act andrà avanti, nonostante la discussione interna al Pd.

"Direi di no - aggiunge il ministro, rispondendo a chi gli domandava se la riforma possa saltare a causa della minoranza Dem - abbiamo lavorato per avere una delega che ha peraltro già avuto l'approvazione da parte della commissione Lavoro del Senato, dove sono stati presentati e accolti emendamenti importanti". "Credo che abbiamo un testo che già nella formulazione attuale ha avuto un consenso largo - rimarca - quindi credo possa procedere".

Ribadendo poi che "non si è discusso" di un eventuale fiducia che accompagni il voto, rispetto ai tempi di approvazione Poletti non esclude un piccolo spostamento, dovuto ai lavori parlamentari per le nomine nella Consulta. "Qualche giorno presumo di sì - replica sul punto - perché ci sono alcune scadenze non rinviabili, comunque noi siamo nel calendario e appena ci saranno le condizioni si farà, perché la discussione è già stata incardinata e avviata la scorsa settimana, quindi non ci sono problemi di calendario".

Circa un eventuale sciopero della Cgil, Poletti asserisce che "bisogna cambiare lo stato di cose, poi ognuno farà la scelta che reputerà, noi ascoltiamo l'opinione altrui, ma poi alla fine dobbiamo decidere". In questo momento "credo che la cosa più importante sia discutere complessivamente su cosa sta dentro alla legge delega che abbiamo costruito perché sia chiara la finalità - aggiunge - noi vogliamo delle regole semplici e chiare, affinché non ci sia bisogno di un giudice per stabilire come vanno applicate, vogliamo ampliare ammortizzatori e tutele, disboscare i contratti che producono precarietà e introdurre il contratto a tutele crescenti". Ciò "che non possiamo fare - ribadisce il ministro - sono pasticci, cioè leggi poco chiare e poco comprensibili".

Da parte sua, il presidente del Senato Pietro Grasso, dice che "il Senato troverà equilibrio per poter uscire da questi dilemmi e poter avere una riforma del mercato del lavoro che possa aiutare soprattutto a trovare lavoro".

La presidente della Camera Laura Boldrini ritiene "che l'articolo 18 sia questione non cruciale per il cambiamento". "Ho incontrato moltissimi imprenditori - spiega - e ciò che lamentano sono troppe tasse, poco accesso al credito, troppa burocrazia, tempi lunghi della giustizia. Raramente ho sentito l'imprenditore che ha detto il problema è l'articolo 18".

La riforma comunque continua ad agitare le acque del Pd. Secondo Filippo Taddei, responsabile Economia del Pd, non servirà il sostegno di Forza Italia: "Vediamo se il Pd si dividerà. Poi eventualmente vedremo quanto sarà ampia questa divisione. Non penso che sia in discussione il fatto che questa è una riforma che afferma i valori del Partito democratico. Non mi preoccupo di chi verrà in sostegno anche perché non ce ne sarà bisogno". E garantisce che in questo momento, prima di lunedì, "non ci sono trattative o riunioni notturne con sigari fumosi. C'è una discussione seria tra opzioni diverse, tra persone che hanno a cuore l'interesse del paese".

Taglia corto Cesare Damiano: "Sull'art. 18 bisogna trovare un accordo nel Pd, ma per fare un accordo bisogna essere in due. Come minoranza abbiamo dimostrato di essere disponibili al dialogo".

E secondo Susanna Camusso (Cgil) "è strano sostenere" di un decreto delega, "che ha un suo lungo percorso di attuazione, che è un prendere o lasciare. Abbiamo detto tante volte -sostiene - come il tema di unificare il mercato del lavoro sia molto importante e non si possa fare creando nuovi dualismi". Alla domanda se sarà un autunno caldo il segretario della Cgil dice: "Non vorrei che qualcuno dicesse che sarà un autunno piovoso".

Riproduzione riservata
© Copyright Adnkronos
Tag
Vedi anche
ora in
Prima pagina
articoli
in Evidenza