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Juve, Agnelli: "Provo vergogna, Allegri resta"

11 ottobre 2022 | 21.19
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Il presidente bianconero: "Faccio fatica a pensare ad un cambio in corsa, Allegri è l'allenatore e rimarrà"

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"Oggi è una serata difficile, ma è un periodo difficile, uno dei più difficili. Questo è il momento dell'assunzione di responsabilità, per questo sono qui. Provo vergogna per quello che sta succedendo". Lo ha detto il presidente della Juventus Andrea Agnelli ai microfoni di Sky dopo la sconfitta per 2-0 in Champions contro il Maccabi Haifa.

"Provo vergogna, sono arrabbiato, ma sono consapevole che il calcio è uno sport di squadra, si gioca e si vince in undici. Abbiamo ancora tante partite da qui alla sosta, dobbiamo fare bene e poi pensare alla seconda parte della stagione che dovrà vederci protagonisti”, ha aggiunto Agnelli, convinto che non sia stato sbagliato richiamare Allegri. "Ho visto anche dei grandi ritorni, penso a Lippi. Parlare di analogie è difficile, è un problema di gruppo, ci sono tante partite che dovevano essere abbordabili e così non è stato. C’è un problema psicologico, da qui dobbiamo ripartire e fare gruppo. Dobbiamo ripartire, provare vergogna, chiedere scusa ai tifosi. In questo momento non stiamo rendendo orgogliosi i tifosi, sappiamo di avere le qualità individuali e come gruppo”.

"Quanto pesa il contratto oneroso di Allegri? Siamo completamente fuori linea, io sto parlando di gruppo, non ci sono responsabilità individuale. Non può essere colpa dell’allenatore se non riusciamo a vincere un tackle. Faccio fatica a pensare a un cambio in corsa da parte della Juventus. Parliamo di un gruppo di 80-90 persone che deve ritrovarsi, ritrovare identità e mettere in campo le capacità individuali e collettive che abbiamo. Che provvedimenti prenderemo nell’immediato? Non sono io a doverlo dire, verrà poi più tardi l’allenatore. Un eventuale ritiro lo deciderà lui, i ruoli verranno come sempre rispettati. Io ne faccio un discorso collettivo”.

Poi un pensiero al mercato dove per arrivare ad alcuni giocatori come Di Maria si sono dovuti cedere giocatori come De Ligt e Kulusevski. "No, ci sono certi momenti in cui alcuni giocatori non riescono ad emergere ed è meglio per loro cambiare squadra. Abbiamo giovani importanti come Vlahovic, Fagioli e Soulé", ha aggiunto il presidente della Juve che ora pensa ad uscire da questa situazione. “Io penso di avere un gruppo di ottimi professionisti, nel calcio quando le cose vanno bene si parla di alchimia positiva, in questo momento è negativa. Sono arrabbiato e provo anche un certo senso di vergogna, dobbiamo mettere insieme un filotto di risultate perché la ripartenza non può che passare dal campo. Dobbiamo uscirne da Juventus”.

"Decisioni su Allegri? Non è una questione di una persona sola. Questa è una questione di gruppo in questo momento e da questo dobbiamo ripartire. Non ci sono responsabilità individuali. Le verifiche la Juventus le ha sempre fatte a fine anno, faccio fatica a pensare ad un cambio in corsa alla Juventus, Allegri è l'allenatore e rimarrà".

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