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Khamenei: "Dio ci sostiene contro gli Usa"

17 gennaio 2020 | 10.27
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La Guida suprema dell'Iran alla preghiera del venerdì a Teheran, per la prima volta dal 2012: "Giorni divini". Undici soldati americani feriti in attacco Pasdaran contro basi in Iraq

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(FOTOGRAMMA/IPA)

"Il fatto che l'Iran abbia il potere di schiaffeggiare un arrogante" come gli Stati Uniti "dimostra che Dio ci sostiene". Lo ha detto la Guida suprema dell'Iran, l'Ayatollah Ali Khamenei, guidando la preghiera del venerdì a Teheran per la prima volta dal 2012.

In riferimento all'attacco condotto dai Guardiani della Rivoluzione iraniana (i Pasdaran) contro due basi americane in Iraq e alla folla che ha partecipato alle cerimonie funebri per il generale Qassem Soleimani, Khamenei ha parlato di ''giorni divini''.

"Gli Stati Uniti non sono stati in grado di affrontare direttamente" il generale iraniano, che dal 1997 guidava le Forze al-Quds, ha detto la Guida suprema dell'Iran. Identificati come dei "pagliacci", gli Stati Uniti "hanno assassinato in modo codardo e non sul campo di battaglia" quello che Khamenei nel suo sermone ha definito "il comandante più forte nella lotta contro il terrorismo".

Ammettendo il loro "atto di terrorismo", gli Usa hanno quindi "commesso una vera disgrazia per Washington". Definendo le Forze al-Quds una "organizzazione umanitaria guidata da valori umani", Khamenei ha quindi accusato Washington di aver fondato l'autoproclamato Stato Islamico (Isis).

''Francia, Gran Bretagna e Germania fanno gli interessi degli Stati Uniti" ha detto ancora Khamenei. Definendoli ''burattini'' nelle mani di Washington, ha contestato la posizione di Londra, Berlino e Parigi rispetto all'accordo sul programma nucleare iraniano. E in particolare la minaccia di portare il dossier al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite dopo il parziale disimpegno di Teheran.

"La nostra nazione deve essere forte" ha esortato Khamenei, spiegando che a proposito dell'accordo sul nucleare "noi non siamo contrari ai negoziati, a patto che non siano con gli Stati Uniti". Inoltre, "la nostra economia non deve dipendere dal petrolio".

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