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Tabacco: Kpmg, in Italia consumo sigarette illecite +20% in un anno

28 maggio 2015 | 15.57
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Il commercio illecito nel suo insieme rappresenta il quinto fornitore di sigarette dell’Unione europea. Il commento del presidente della Fit Risso

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Il commercio illecito di sigarette in Italia fa registrare nel 2014 una preoccupante crescita del 20% rispetto al 2013, raggiungendo i 4.42 miliardi di unità. E' quanto riporta l’ultimo rapporto annuale di Kpmg a livello europeo, realizzato per British American Tobacco (Bat), Imperial Tobacco, Japan Tobacco International (Jti) e Philip Morris International (Pmi).

Il mercato illecito delle sigarette nell’Unione europea conferma, quindi, le sue notevoli dimensioni con un totale di 56.6 miliardi di sigarette illegali consumate nel 2014, che rappresentano il 10.4% del consumo totale. I costi di questo mercato superano gli 11 miliardi di euro l’anno in mancate entrate erariali. E il commercio illecito nel suo insieme rappresenta il quinto fornitore di sigarette dell’Unione europea.

Negli ultimi anni i flussi di approvvigionamento e la tipologia di prodotti del tabacco presenti sul mercato illecito hanno continuato ad evolversi, spiega lo studio, mentre quello che era un trend crescente del commercio illegale tra i paesi dell’Ue si è attenuato. Infatti, nel 2014 più di 8 sigarette illegali su 10 hanno avuto provenienza extra Ue, dato aumentato del 10% rispetto al 2013. Mentre i flussi all’interno dell’Ue continuano a calare, grazie al miglioramento dei controlli implementati dagli operatori del settore sulla catena di fornitura e alla diminuzione dei differenziali di prezzo tra gli stati membri dell’Ue.

Per quanto riguarda l’Italia, appunto, emerge che nel 2014 il consumo di prodotti illeciti del tabacco è cresciuto del 20% rispetto al 2013, raggiungendo i 4.42 miliardi di sigarette. Il commercio illecito di sigarette rappresenta il 5,6% del mercato totale e le 'illicit white' - sigarette di solito prodotte legalmente in un paese ma contrabbandate in altri paesi dove hanno una distribuzione legale limitata o assente - rappresentano oltre la metà delle sigarette illecite. Se il volume totale di sigarette contraffatte o contrabbandate consumato fosse stato acquistato legalmente in Italia, lo Stato avrebbe raccolto ulteriori introiti fiscali per circa 770 milioni di euro.

A livello europeo, invece, dallo studio emerge che, nel 2014, i flussi di 'illicit white' sono cresciuti dell’8% raggiungendo 21.1 miliardi di sigarette. Il consumo di questi prodotti è maggiormente diffuso in Polonia, Italia, Spagna e Grecia.

Inoltre, nel 2014, la percentuale di sigarette illegali consumate nell’Ue è stata pari al 10.4%, rispetto al 10.5% del 2013 e all’11.1% del 2012. Mentre i volumi totali di sigarette illecite sono calati del 3,3% raggiungendo 56.6 miliardi di sigarette.

"Il mercato illegale delle sigarette continua a sottrarre agli Stati membri entrate erariali, danneggiando il business legale e favorendo la criminalità organizzata. Eliminare il commercio illecito dei prodotti del tabacco richiede che i governi, le forze dell’ordine, i produttori e i rivenditori lavorino insieme per contrastare i criminali responsabili", avverte il Rapporto.

Per questo, Philip Morris International (Pmi) mantiene da anni alto l’impegno insieme alle forze dell’ordine, continuando ad investire per combattere questo problema. Nel 2004, ha sottoscritto insieme alla Commissione europea e dieci Stati membri, tra cui l’Italia, un accordo con cui si è impegnata a offrire supporto alle istituzioni nell’attività di contrasto al contrabbando e alla contraffazione.

Sulla base di questo accordo, e nell’ottica di un concreto impegno al fianco delle forze dell’ordine al fine di contrastare questo fenomeno, Philip Morris Italia Srl, il 23 luglio 2014, ha siglato un protocollo d’intesa con la Guardia di Finanza. Con questo accordo, Philip Morris Italia Srl si è impegnata in un piano mirato di sostegno che prevede la fornitura, a titolo gratuito, di beni e servizi destinati all’impiego nell’attività di contrasto al contrabbando e alla contraffazione dei tabacchi lavorati.

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