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L. stabilità, allarme di Regioni e Province: "Si rischia il blocco". Cgil dura: "Dal governo politica insensata"

04 novembre 2014 | 16.46
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I rappresentati Upi in audizione: "Con un miliardo di tagli lo stato manda in dissesto Province e Città metropolitane". Fassino avverte: "Serve correggere la manovra, non vogliamo ridurre i servizi" e poi annuncia: "C'è la disponibilità del governo a rivedere i tagli". L'Ufficio parlamentare di Bilancio: "Il pareggio dipende dall'aumento delle aliquote Iva e delle accise". Vertice tra Anci ed esecutivo a Palazzo Chigi

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"Con 1 miliardo di tagli lo Stato manda in dissesto Province e Città metropolitane. L'unica possibilità per evitare il blocco dell'erogazione dei servizi e l'esubero del personale è spostare, da subito in Legge di stabilita', quelle funzioni che la Legge Delrio toglie dalla gestione delle Province: formazione professionale, trasporto pubblico locale, centri per l'impiego, cultura, turismo,sociale, agricoltura". Lo hanno detto Daniele Bosone, presidente della Provincia di Pavia, e Achille Variati, presidente della Provincia di Vicenza, intervenuti a rappresentare l'Upi nell'audizione in commissione Bilancio alla Camera sulla Legge di stabilita' 2015.

"Solo concentrando sulle funzioni fondamentali le risorse e il personale necessario a svolgerle - hanno aggiunto - potremo continuare a garantire la manutenzione delle strade, la sicurezza nelle scuole, gli interventi di contrasto al dissesto idrogeologico, l'assistenza ai comuni". "Abbiamo verificato che il taglio di 1 miliardo sui bilanci delle Province e delle Città metropolitane si traduce in una riduzione di risorse ben oltre il 50% , fino ad arrivare in diversi casi al 90% del totale - hanno proseguito - Solo che le funzioni, i servizi e i costi per erogarli sono rimasti gli stessi dello scorso anno. Qui non si tratta di efficientare, ma di dovere decidere quali servizi erogare e quali sospendere: e siccome la Legge Delrio stabilisce quali siano i servizi che devono garantire le Province e le Città metropolitane, chiediamo a Governo e Parlamento di prendere insieme a noi la responsabilità di portare a termine la riforma, ma subito. Si scriva nella Legge di stabilità che i servizi per l'impiego, la formazione professionale, il trasporto pubblico locale, i servizi sociali, la cultura, il turismo e lo sport non devono più essere una spesa delle Province, e si decida dove trasferire il personale e i costi di questi servizi. Altra soluzione, per evitare il dissesto se non si vuole ridurre il taglio, non c'e'".

Fassino: "Il governo disponibile a correggere i tagli" - "Noi non vogliamo né ridurre i servizi né aumentare il prelievo fiscale". E' quanto ha assicurato il presidente Anci Piero Fassino durante un'audizione davanti le commissioni riunite. "Noi non vorremmo ridurre servizi - ha insistito - noi siamo stati eletti non per chiuderli ma per tenerli aperti" Ecco perché chiediamo "una serie di elementi correttivi alla manovra".

Al termine dell'incontro con l'esecutivo, Fassino ha quindi annunciato che "il governo ha manifestato consapevolezza che il problema deve essere affrontato e che occorre avere un intervento correttivo sul taglio di un miliardo su città metropolitane e province di secondo grado, su cui il governo si è riservato di avanzare proposte". Lo ha detto il presidente dell'Anci Piero Fassino al termine dell'incontro con il governo sulla legge di stabilità.

Tutto dipende da Iva e accise - Il pareggio previsto nel 2016 e il miglioramento dei conti nel 2017 "dipendono crucialmente dall'aumento delle aliquote Iva e delle accise" che valgono 12,086 miliardi nel prossimo anno e 18,493 miliardi nel 2017. "E' un aumento che fa la differenza". Lo hanno detto i componenti dell'Ufficio parlamentare di Bilancio nel corso di un incontro con la stampa a San Macuto, illustrando alcuni elementi dello studio sulla Legge di Stabilità.

La bocciatura della Cgil - E' la Cgil a bocciare duramente la politica economica del governo, giudicando la legge di stabilità "inadeguata e insufficiente". Il governo scommette tutto "su una ripresa, senza lavoro, degli investimenti privati e su una modesta spinta dei consumi, sostenuta più da un miglioramento del clima di fiducia dei consumatori che dal bonus Irpef - spiega Danilo Barbi, segretario confederale Cgil, in una memoria depositata alla Commissione bilancio nel corso dell'audizione - che assorbirà soprattutto il saldo negativo tra esportazioni e importazioni" continuando così " a programmare un disastro sociale".

Una politica "insensata" che, in presenza di un calo tendenziale della domanda estera e del minimo storico dei consumi interni, "scommette sugli investimenti privati delle imprese del territorio nazionale o, peggio, sugli investimenti diretti esteri".

Quanto alla legge di stabilità, "nel suo insieme risulta inadeguata e insufficiente in termini di investimenti e politiche di sostegno alla crescita. E le risorse nette che effettivamente mette in gioco nel 2015 costituiscono qualche frazione decimale di un punto di Pil, mentre la stessa certezza, trasparenza ed esigibilità delle risorse effettivamente in gioco costituisce un ulteriore limite non trascurabile". C'è inoltre "l'assenza di qualsiasi disegno e coordinamento tra politiche di sviluppo e politiche per il lavoro''.

Angeletti: "Parole buone ma la sostanza non va nella stessa direzione" - In audizione alla Camera anche il segretario generale della Uil: "Le parole di Renzi sono buone ma la sostanza non va nella stessa direzione". Nella manovra "non è stato fatto quanto presumibilmente era realistico aspettarsi", afferma, perché è "una legge fatta dentro i vincoli, che dovevano invece essere superati e quindi questa manovra è troppo poco espansiva". "Senza un cambiamento del Patto di Stabilità parlare di crescita è solo un buon esercizio per tv e comizi", attacca Angeletti e poi soffermandosi sulla modifica alla correzione del deficit dopo il pressing di Bruxelles sul governo ha detto: "è stata una discussione patetica quasi dovessimo fare gli esami di riparazione".

Il vertice governo-Anci - A palazzo Chigi si è svolto il secondo vertice tra Anci e governo per discutere della Legge di stabilità. All'incontro hanno partecipato il sottosegretario Graziano Delrio, il ministro per i Rapporti con le Regioni Maria Carmela Lanzetta, il sottosegretario all'Economia Pier Paolo Baretta, il sottosegretario alle Regioni Gianclaudio Bressa e per l'Anci il presidente Piero Fassino, il vicepresidente Alessandro Cattaneo e una delegazione composta tra gli altri dai sindaci Enzo Bianco (Catania), Attilio Fontana (Varese), Daniele Manca (Imola), Virginio Merola (Bologna).

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