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La borsa spagnola promuove la blockchain per l'accesso al credito delle imprese

17 maggio 2021 | 07.17
LETTURA: 2 minuti

Giunto alla seconda fase, il progetto si basa su Ethereum e punta a semplificare l'accesso ai finanziamenti e alla costituzione di un wallet digitale.

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La borsa spagnola (BME) ha in programma lo sviluppo della seconda fase di sperimentazione per realizzare una piattaforma in grado di agevolare le piccole e medie imprese nella raccolta di finanziamenti attraverso l'emissione di prestiti partecipativi all'interno di una rete blockchain.

Le prove, condotte in collaborazione con le aziende dell'ecosistema di finanziamento delle PMI, si svolgono in un ambiente sandbox, ovvero creato apposta per la fase sperimentale e la verifica sugli effetti dello sviluppo, ospitato all'interno della rete del Ministero dell'Economia e della Trasformazione Digitale del paese. Si tratta del secondo step di avvicinamento alla realizzazione della piattaforma dopo la prima fase pilota condotta nell'estate del 2020 e portata a termine con successo in collaborazione con una serie di società di servizi di investimento e di investitori. In questo secondo ciclo di test, BME punta a promuovere la concorrenza interna nel settore minimizzando le barriere d'ingresso connesse soprattutto alla raccolta del capitale attraverso un sistema basato su Ethereum che possa essere in grado di promuovere l'uso degli asset digitali per il finanziamento delle piccole e medie imprese. Il progetto passa anche dalla realizzazione di un portafogli digitale che consenta sia la conservazione che l'uso del denaro elettronico per gli investimenti necessari.

Il tutto, ha come scopo finale quello di facilitare l'accesso ai finanziamenti per le società di piccole e medie dimensioni che hanno ridotte possibilità di ottenere lo stesso servizio dal sistema bancario. Le soluzioni basate su registri distribuiti puntano, infatti, a semplificare in modo massiccio le operazioni di finanziamento alle quali possono avere accesso le PMI. Il progetto si integra nel programma pilota fondato sulla tecnologia blockchain, portato avanti e concluso sempre da BME nel 2019, per l'eliminazione delle certificazioni fisiche attraverso la loro digitalizzazione. Un programma che ha consentito la riduzione dei tempi di elaborazione di oltre l'80%. I registri distribuiti mettono a disposizione degli utenti non soltanto procedure con una tempistica largamente ridotta ma in grado di garantire la piena certezza legale dei certificati elettronici, conservando al contempo il massimo livello di privacy.

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