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Russia: 'la famiglia', in un film Khodorkovsky denuncia regime ceceno

25 maggio 2015 | 18.42
LETTURA: 4 minuti

"La famiglia", un documentario prodotto dalla Fondazione di Milhail Khodorkovsky ricostruisce oltre che la struttura delle forze di cui dispone il presidente della Cecenia anche i fondi neri di cui dispone grazie a un tributo che ogni ceceno con un lavoro è costretto a versare

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Ramzan Kadyrov - (Infophoto)

Un esercito personale di 80mila uomini. A disposizione del capo Ramzan Kadyrov e di Vladimir Putin a cui ne ha prestati 74mila per combattere in Ucraina, come ha rivelato lo stesso presidente ceceno. Diverse divisioni di corpi d'elite, fra cui la "Sever" di cui era vice comandante il "patriota" Zaur Dadayev, in carcere a Mosca con l'accusa di aver aperto il fuoco contro Boris Nemtsov lo scorso 27 febbraio.

Sono i kadirovtsy, meglio i Krashniky, da Kra, che sta per Kadyrov Ramzan Akhmatovich, una forza privata e tuttavia inquadrata nelle forze russe. Possono scorazzare liberamente in Cecenia e nel resto della Federazione russa. In cambio della fedeltà, hanno garantita l'impunità, incluso il matrimonio in seconde nozze con donne più giovani costrette ad acconsentire, come il caso delle recenti nozze del capo della polizia di Nozhay Yurt Nazhud Guchikov con la 17enne Kheda, una pratica in aumento denunciata da Ekaterina Sokiryankaya, a capo degli uffici di Mosca di International Crisis Group, in una intervista all'agenzia Regnum, ed è comunque meglio dell'abbandono o dell'uccisione dopo lo stupro.

Il documentario "La famiglia" (semya) prodotto dalla fondazione Russia Aperta di Mikhail Khodorkovsky (che insieme a Nemtsov e alla giornalista Ksenya Sobchak, che viene intervistata nel video, e al direttore di Radio Ekho Moskvy Aleksei Venediktov viene considerata da Kadyrov come nemico personale) documenta le fonti di finanziamento del presidente ceceno, seduto su una cassaforte personale di milioni di dollari. Oltre ai finanziamenti trasferiti dal bilancio federale russo (una cifra che in 15 anni ha raggiunto i 500 miliardi di rubli, ed esclude gli investimenti diretti delle agenzie russe in Cecenia), un terzo dei quali arrivato direttamente nelle taske di Kadyrov, il presidente ceceno dispone del Fondo Akhmad Kadyrov, dal nome del padre ucciso in un attentato allo stadio di Grozny nel 2004 e amministrato dalla madre Aymani Kadyrova.

Kadyrov continua a ripetere che al fondo contribuisce Allah, se incalzato cita qualche imprenditore ceceno, come i fratelli Umar o Ruslan Baysarov. Ma in realtà, si spiega nel documentario, ogni ceceno è costretto a contribuirvi con 'tasse' mensili prelevate, nel caso di dipendenti pubblici, dallo stipendio in misura del dieci per cento. Dipendenti privati sono costretti a versare un terzo del loro stipendio e gli imprenditori fino alla metà dei loro introiti.

Formalmente il fondo viene usato per progetti sociali come lo sviluppo di infrastrutture e aiutare i più bisognosi: fra le ultime spese registrate, 16 Harley Davidson donate ai biker putiniani (e compagni di scorribande dei kadirovsty nel Donbass) dei Lupi della notte, un orologio da 100mila euro per lo stilista Sergei Zverev, una porsche Cayenne da 250mila per l'attrice Yana Rudkovskaya, un milione per Maradona, che ha accettato di giocare a calcio con Kadyrov, un altro milione per Hillary Swank, che ha accettato di presentarsi a Grozny per il compleanno di Kadyrov, e due milioni per Mike Tyson.

Dopo l'assassinio di Nemtsov, l'arresto di Dadayev, Kadyrov ha reso più manifesta la sua presenza oltre i confini della Cecenia. Nei giorni scorsi, dopo che un ceceno era stato ucciso in un'operazione congiunta delle forze del ministero degli Interni russe e della polizia di Stavropol, è arrivato a dire ai suoi uomini che "se un agente qualsiasi, di Mosca o Stavropol, compare in territorio ceceno senza averci informato, aprite il fuoco per uccidere, devono fare i conti con noi", salvo poi fare una poco convinta marcia indietro. Di seguito il video del documentario

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