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La Cina affossa l’Europa e Piazza Affari, male i petroliferi

28 novembre 2022 | 18.08
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Apertura di settimana decisamente negativa per le Borse europee. In particolare pesano le crescenti proteste popolari in Cina contro le restrizioni Covid. Proteste che possono portare anche a ingenti danni economici, con la paura che travolge gli investitori, soprattutto in relazione al petrolio. Negli Stati Uniti, infatti, Wti e Brent crollano, sul timore di una domanda di greggio sempre più bassa. Poco mosso, invece, il prezzo del gas, attorno ai 120 euro al megawattora. In giornata l'euro vola fino a 1,0497 dollari, a un soffio da 1,05, ai massimi da fine giugno.

A Milano il Ftse Mib cede l’1,12% e chiude a 24.440,88 punti. Cresce ancora lo spread tra Btp e Bund tedeschi, attestandosi attorno ai 193 punti base. In leggera salita anche il rendimento del titolo decennale, attorno al 3,91%.

Sul listino principale di Piazza Affari in positivo Banca Mediolanum (+0,56%), che si distingue tra i bancari. Con il segno più anche Iveco (+1,47%), Leonardo (+0,84%) e Amplifon (+0,50%).

In coda, invece, i petroliferi. Saipem perde il 3,32%, Eni l’1,96%, Tenaris il 2,72%. Male anche i bancari e quasi tutti gli industriali. Perdono terreno Azimut (-1,29%), Stm (-2,16%), A2a (-2,45%), Intesa Sanpaolo (-1,97%) Unicredit (-0,18%) e Banco Bpm (-1,17%). Debole anche Tim (-1,20%), viste le indiscrezioni di stampa che parlano di un'archiviazione definitiva dell'accordo con Cassa depositi e prestiti sulla rete unica. Il dossier è nelle mani del governo e questi dovrebbero essere giorni decisivi per il futuro del progetto. (in collaborazione con Money.it)

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