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La coltivazione idroponica: una guida completa

01 marzo 2021 | 10.30
LETTURA: 5 minuti

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Roma 01/03/2021 - Negli ultimi tempi si stanno diffondendo sempre di più metodi alternativi di coltivazione indoor: tra questi, una menzione speciale va fatta a quella idroponica. Di cosa si tratta esattamente?

Come si evince dal nome stesso, questa modalità prevede l’utilizzo di acqua. All’elemento principale si aggiunge un substrato inerte, composto per esempio da argilla e da fibra di cocco, essenziale per il nutrimento delle piante.

Ti piace dedicarti al giardinaggio ma non possiedi uno spazio adeguato all’aria aperta? Desideri realizzare un piccolo orto domestico, per avere a disposizione spezie e verdure fresche per la tua cucina? L’opzione che fa per te è il sistema idroponico! Sarà sufficiente rispettare qualche semplice accorgimento e acquistare degli strumenti di base. Nelle prossime righe approfondiremo l’argomento.

I vantaggi di questa scelta sono tantissimi, e riguardano sia l’ambiente sia i vegetali stessi. Le radici crescono senza bisogno del classico terriccio, grazie a una sostanza nutriente che viene preparata in vaschette apposite. Nei recipienti sono immerse delle pompe, che “spingono” la soluzione attraverso il suddetto substrato. In questo modo anche l’assorbimento dei fertilizzanti sarà rapido e totale.

In definitiva, l’idroponica ha segnato un notevole passo in avanti nell’ambito delle coltivazioni casalinghe. È perfetta per tantissime specie, comprese quelle ornamentali e addirittura alcune tropicali. Questa tecnica è considerata importantissima per il futuro dell’agricoltura: e il bello è che puoi servirtene tranquillamente nella tua abitazione, dopo esserti procurato pochi utensili. Il tutto con la massima riduzione degli sprechi di energia e dei consumi di risorse!

La giusta illuminazione per la coltivazione idroponica

Prima di iniziare, ti consigliamo di provvedere ad alcuni aspetti fondamentali come l’illuminazione. È necessario assicurare alle piante la corretta luce, per stimolarne lo sviluppo e garantirne il benessere.

Tra le migliori sorgenti luminose dobbiamo citare quelle a LED. Queste hanno numerosi lati positivi, tra cui la possibilità di cambiare la temperatura di colore delle lampadine e di conciliare risparmio ed elevate prestazioni. Anche le CFL sono a basso impatto, e sono caratterizzate da un surriscaldamento davvero minimo.

Diverse persone si domandano a quante ore di luce debbano essere sottoposti gli esemplari. In realtà la risposta varia a seconda della tipologia di pianta: quelle autofiorenti richiedono 18-20 ore in qualunque fase, quelle non autofiorenti partono con 16-18 ore quotidiane e continuano con 12 ore circa di luce e altrettante di buio. Si creano, così, condizioni il più possibile simili a quelle naturali.

Coltivazione idroponica e substrato

Come già abbiamo evidenziato, per l’idroponica c’è bisogno di un substrato inerte. Questo è ricavato da materiali come l’argilla espansa, la perlite, la lana di roccia e la fibra di cocco.

Sono tutti prodotti al 100% green, adoperabili più volte e ottimi sostituti dei terricci organici. Sono eccellenti per la salute dell’apparato radicale, e permettono anche di mantenere lo spazio completamente pulito. L’argilla, con ogni probabilità, è il substrato più popolare essendo facile da trovare ed economica; la perlite è una pietra vulcanica, mentre – come potrai immaginare – la lana di roccia e la fibra di cocco derivano rispettivamente dalla lavorazione di alcuni minerali e delle noci di cocco.

Il fertilizzante per idroponica

Per le specie vegetali è importante individuare un concime di qualità. Qual è quello più indicato per la coltivazione idroponica?

I migliori fertilizzanti, in questo settore, sono quelli minerali: poco densi, semplici da diluire, ricchi di nutrienti. Le soluzioni organiche non sono male, ma potrebbero intasare e bloccare le pompe sistemate nelle vasche.

Una precisazione: è indispensabile che i concimi per idroponica siano bilanciati, con una percentuale dei tre macroelementi (fosforo, azoto e potassio) che oscilla in base al periodo. Ad esempio, una maggiore quantità di fosforo serve durante la fioritura; il potassio è imprescindibile in inverno, la stagione in cui il fogliame corre più rischi. L’azoto è necessario soprattutto agli inizi della crescita.

Cerca un fertilizzante che includa anche microelementi come lo zolfo, il magnesio e il calcio. Se sei incerto, ascolta pure il parere di un professionista in questo ramo!

La sostanza nutritiva

Avrai capito, ormai, che l’idroponica prevede l’unione di acqua e di una sostanza nutritiva che favorisce lo sviluppo delle radici.

Questo composto deve essere del tutto equilibrato a livello di pH. Sono molto utili, da questo punto di vista, dispositivi come i correttori e i tester di pH.

Un altro valore da non trascurare è l’EC (elettro-conducibilità): esso influisce sulla maniera in cui i nutrienti si sciolgono nell’acqua. È opportuno, dunque, acquistare anche un EC tester per una buona riuscita della coltivazione e per tenere sempre sotto controllo questo dato.

Altri strumenti per la coltivazione idroponica

L’idroponica richiede una serie di strumenti: tra questi inseriamo, oltre a quelli che abbiamo appena nominato, il ventilatore per due ragioni. Tale apparecchio rafforza i fusti e gli steli, dato che agisce proprio come il vento, e rende più mite la temperatura dell’ambiente con il suo flusso d’aria.

Il termo-igrometro consente di misurare sia la temperatura sia l’umidità, due parametri da monitorare con scrupolosità nel corso della giornata. Alcuni non fanno a meno della cosiddetta Grow Room, o Grow Box, un contenitore in cui vengono posizionati i vari accessori e macchinari che formano il kit.

I vantaggi della coltivazione idroponica

Giunti alla fine del nostro discorso, vediamo quali sono i pro della coltivazione indoor idroponica.

Questa modalità ha conseguenze positive sul risparmio energetico e idrico, nonché sulla velocità di produzione delle piante – e, quindi, di raccolta. Gli esemplari riceveranno il giusto nutrimento, senza pericolo che assorbano qualcosa di tossico o che vadano incontro a carenze.

In linea di massima, le specie coltivate con questa tecnica non sono soggette a malattie, funghi e parassiti. Non vi sono ristagni d’acqua, non c’è bisogno di perdere tempo a estirpare le erbacce. La qualità complessiva è superiore rispetto a quella di molte altre modalità!

Ciò non significa che le foglie e i fiori non possano seccarsi o rovinarsi, nel senso che comunque è fondamentale agire con cura. I fertilizzanti vanno dosati con minuziosità, la luce non deve essere né poca né eccessiva. Detto ciò, l’idroponica ha sancito una vera e propria evoluzione nel campo delle coltivazioni indoor.

Per saperne di più

Se vuoi dedicarti all’idroponica, ti consigliamo di dare uno sguardo al catalogo di coltivazioneindoor.it: un assortimento vasto e variegato di attrezzi, substrati e altri prodotti perfetti per questo tipo di coltivazione. Ti sarà garantito un servizio serio, efficiente e professionale, e tutti gli articoli da te selezionati saranno spediti in tempi rapidissimi.

Lo shop mette a disposizione ottimi kit per idroponica per tutte le esigenze. Fornisce anche un’assistenza post-vendita, nonché recensioni, manuali e guide per aiutarti a far crescere le tue piante in eccellenti condizioni. Non sarà difficile capire come funziona un sistema idroponico!

Contatti

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