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La denuncia di un italiano a Lugansk: "Ipocrisia Occidente abbandona chi vive nel Donbass"

04 aprile 2022 | 14.40
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"Le raccolte umanitarie deviano, una volta arrivate alle città del Donbass. Non seguono i confini geografici ma politici, snobbano gente che è di nazionalità ucraina a tutti gli effetti e che oggi si ritrova senza nulla, rifornimenti, scuole, medicinali. L'Occidente aiuta lì dove ha interessi, ma è la Russia a colmare le falle di un sistema di beneficenza parziale e impietoso". Riccardo Cocco, l'italiano ritenuto "la primula rossa" della guerra russa-ucraina e sul quale starebbero lavorando addirittura i servizi perché considerato un mercenario al soldo dell'esercito di Putin, torna a parlare all'Adnkronos per denunciare aiuti che non arrivano nell'oblast di Lugansk.

Lui, che lì vive dal 2018, racconta: "A Svatovo, una città che fino a poche settimane fa era ucraina e che ora è stata conquistata dalla repubblica popolare di Lugansk, ci sono persone senza lavoro e senza casa, sono arrivati tantissimi profughi da Rubeznoe e Severodonetsk, dove in questo momento tanto si sta combattendo. Tutte le associazioni, le ong, le persone che si stanno mobilitando per gli ucraini nella parte occidentale, ignorano gli ucraini del Donbass, nonostante fino a un mese fa facessero parte dell'Ucraina. Proprio come accaduto otto anni fa, in cui i civili delle repubbliche venivano bombardati dagli ucraini. La comunità internazionale non li aiuta, semplicemente perché ora faranno parte di un'altra nazione. Solo la Russia e le repubbliche aiutano, donando 10mila rubli a ogni cittadino e distribuendo aiuti umanitari".

"Quello che denuncio lo vedo in prima persona, io qui vivo e in prima persona mi muovo per distribuire aiuti. Ho consegnato cibo e medicinali a Svatovo, per arrivarci sono passato in una martoriata Starobelsk, dove non c'é più nulla, case, strade, scuole sono distrutti. Ho visto coi miei occhi, filmato, fotografato la fila di rifugiati che cercano riparo nei territori conquistati dalla repubblica - continua Cocco - Bombardata anche Schàst'ye, pure questa conquistata dalla repubblica di Lugansk, dove andrò per aiutare a ricostruire un asilo che diversamente non sarà più rimesso in piedi perché non più "di competenza" ucraina. E' qui l'ipocrisia che denuncio, l'ipocrisia dell'Occidente che per otto anni, dal 2014, ha dimenticato i civili che vivevano tutti i giorni sotto i bombardamenti ucraini e oggi dimentica quegli stessi civili che fino a due settimane fa erano parte dell'Ucraina e che oggi, non per scelta loro, si sono ritrovati a vivere nella repubblica popolare di Lugansk e sono dimenticati. Questa gente non ha fatto un referendum per diventare parte della repubblica e perché non deve avere più diritto a essere aiutata? Chi è veramente per la pace, perché non aiuta anche l'altra parte dell'Ucraina?".

(di Silvia Mancinelli)

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