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Corruzione: 'difesa' tecnica di Lupi, da sblocco opere a codice appalti/Adnkronos

20 marzo 2015 | 14.21
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Nell'intervento tutto politico con cui spiega alla Camera il suo passo indietro, non rinuncia a una 'difesa' tecnica, destinata anche a diventare l'agenda per il prossimo ministro delle Infrastrutture

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Maurizio Lupi, nell'intervento tutto politico con cui spiega alla Camera il suo passo indietro, non rinuncia a una 'difesa' tecnica, destinata anche a diventare l'agenda per il prossimo ministro delle Infrastrutture. Dalla legge obiettivo, che difende, alla Struttura tecnica di missione, che deve conservare il suo ruolo, fino alla riforma del codice degli appalti, con l'iter della legge delega che va accelerato. E non poteva mancare un passaggio dedicato ad Alitalia, per rivendicare di aver risolto un'emergenza occupazionale e di aver sottratto la compagnia al baratro.

"Il primo obiettivo, e il primo risultato della politica delle infrastrutture che ho perseguito è stato lo sblocco delle grandi opere che i nostri cittadini chiedono e che finora erano realizzate solo a segmenti", evidenzia Lupi. Ancora, spiega, "abbiamo elaborato un’intelligente e selettiva applicazione della Legge Obiettivo, che non è una legge criminogena come ho sentito dire". Certo, è uno strumento che va cambiato. "C’è bisogno di una nuova legge obiettivo che possa individuare i nodi strategici infrastrutturali del Paese, le grandi aree metropolitane, immettere nuove risorse, e accelerare i tempi di realizzazione delle opere, garantire la massima trasparenza, ripensare alla figura del general contractor".

Cosi' come, chiarisce l'ormai ex ministro, la Struttura tecnica di missione "è stata, e nelle mie intenzioni deve continuare ad essere, lo strumento tecnico-operativo per la realizzazione di questa visione".

Lupi, quindi, entra nel dettaglio. "E’ grazie alla Legge Obiettivo e la Struttura tecnica di missione che i nostri cittadini possono andare in 45 minuti da Milano a Torino, in 3 ore da Milano a Roma, in 1 ora e 10 minuti da Roma a Napoli e da lì a Battipaglia. L’Alta Velocità ferroviaria ha cambiato il modo di viaggiare degli italiani come, e forse più dell’Autostrada del Sole. Sono stati soldi ben spesi". E, dice guardando avanti, "è un disegno strategico da completare: da Torino fino a Trieste, da Battipaglia fino a Reggio Calabria, da Napoli a Bari, da Messina a Catania a Palermo e con la velocizzazione della linea adriatica fino a Lecce".

In questo quadro, prosegue, "la mia difesa della Struttura tecnica di missione non era la difesa acritica dello status quo, o del ruolo di un alto dirigente dello stato che pur ho apprezzato, ma dello strumento, assolutamente migliorabile, con il quale questo disegno può continuare a essere perseguito all’interno del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti".

C’è qualcosa da cambiare? "Certo", si risponde Lupi. "Era mio preciso intendimento rivisitare la disciplina normativa vigente in materia di appalti e concessioni, in sinergia con l’Anac e di affrontare alcune tematiche 'sensibili' come l’approvazione delle varianti (sulla cui anomalia mi sono soffermato più volte nelle mie audizioni presso le Commissioni parlamentari) e la nomina del direttore dei lavori in caso di affidamento a General Contractor. Ecco, quindi, la riforma del codice degli appalti, che "è ancora in Commissione al Senato dove dopo 7 mesi si sono appena concluse le audizioni".

Obiettivo dell'azione di Lupi al ministero di Porta Pia era anche "il rilancio del settore dei lavori pubblici, non solo delle grandi opere, ma anche delle medie e piccole, con interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria delle reti (ponti, viadotti, gallerie, strade e ferrovie) e lo sblocco dei cantieri nei piccoli comuni, le risorse destinate alle ristrutturazioni scolastiche, e gli interventi di natura fiscale e di agevolazione dell’accesso al credito nel settore dell’edilizia". E i dati dell’Ance (+3,6% nelle compravendite di immobili nel 2014 rispetto al 2013 e + 7,1 solo nell’ultimo trimestre), secondo Lupi, "dimostrano che questa politica ha funzionato".

L'ex ministro lascia per ultimo il tema che considera "più importante" e che ha chiesto di inserire tra le priorità del Piano Nazionale di Riforma 2015: la sollecita approvazione del disegno di legge delega di recepimento Direttive Appalti e Concessioni. Si tratta, spiega, di "un’occasione davvero unica per rafforzare la qualificazione degli operatori e semplificare il quadro normativo".

Infine, Alitalia. In questo sommario bilancio, conclude Lupi, "concedetemi una parentesi per rivendicare la felice conclusione, non di una scelta programmatica, ma di un’azione che è riuscita a risolvere l’emergenza occupazionale di 13.000 persone e il rilancio di un’azienda strategica per il nostro paese e per la nostra economia, sto parlando di Alitalia, che dal baratro della possibile consegna dei libri in tribunale è passata oggi a competere sul mercato del settore aereo internazionale".

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