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La disperazione del parroco di Gaza: "Situazione tremenda, non si vede via d'uscita"

19 luglio 2014 | 19.43
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Padre Hernandez: "Né acqua né luce, medici ormai costretti a fermare gli interventi"

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Senza un accordo "sarà un bagno di sangue" e ancora "non si vede una via di uscita". E' l'allarme lanciato da padre Jorge Hernadez, parroco di Gaza, raggiunto telefonicamente dall'Adnkronos. Il sacerdote racconta la situazione drammatica che si sta vivendo a Gaza. "Sotto i nostri occhi si vedono le conseguenze della guerra. Mancano l'acqua e anche la luce. E ci sono persone che incominciano a bere l'acqua salata. E' una situazione tremenda". All'improvviso, mentre il sacerdote parla, ritorna la luce. "La corrente elettrica è un altro grande problema. Abbiamo soltanto due ore di luce al giorno e la situazione è davvero drammatica. Penso agli ospedali: spesso, - racconta - proprio per l'assenza di energia elettrica i medici sono costretti a fermare gli interventi". In meno di 48 ore, da quando Israele ha lanciato l'invasione via terra nella Striscia di Gaza, sono stati uccisi 110 palestinesi. "Viviamo una vera e propria invasione terrestre - racconta il parroco di Gaza -. Con i carri armati, giorno e notte. Se non si arriva ad un accordo sarà un bagno di sangue. Si fa una guerra a spese dei civili".

In una situazione tanto drammatica nella quale "non si vede una via di uscita" è stato di grande conforto per padre Hernadez e per le suore che lo aiutano nella Sacra Famiglia di Gaza ricevere il messaggio del Pontefice. "Un messaggio inaspettato - dice padre Jorge - per il suo piccolo gregge che ci ha dato coraggio. Mi auguro che accada qualcosa per il bene di tutti".

Il Papa ha telefonato personalmente al presidente israeliano, Shimon Peres e al presidente palestinese, Abu Mazen. "E' un messaggio molto forte che il Papa abbia telefonato personalmente ai due presidenti - riflette il parroco di Gaza -. Una telefonata come a spronare entrambi a mantenere la parola data" durante l'incontro di preghiera che si è svolto in Vaticano a giugno. Davanti ad una situazione tanto complessa quanto drammatica, padre Hernadez non ha mai pensato un momento di abbandonare la sua comunità. "Siamo qui ormai da sei anni e conosciamo bene questa situazione. Come andrà a finire? Dio solo può saperlo. O si trova una soluzione o non si trova, e allora sarà un bagno di sangue con le vittime innocenti in continuo aumento". Senza un accordo, dice il parroco di Gaza, "sarà una nuova Siria". Padre Jorge Hernandez e le suore che lo aiutano nella parrocchia di Gaza non perdono la speranza che "qualcosa di buono possa accadere. E una parola di ringraziamento - aggiunge il parroco di Gaza - a chi prega per noi e a chi si sta prodigando per la causa. La nostra comunità si sente confortata dalle preghiere".

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