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Sostenibilità: green economy italiana crea 101 mld di valore aggiunto

04 novembre 2014 | 14.12
LETTURA: 4 minuti

Occupazione 'verde' in crescita, in arrivo 234mila assunzioni. Lo rileva GreenItaly 2014, il rapporto annuale di Unioncamere e Fondazione Symbola

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Più di un’impresa su cinque dall’inizio della crisi ha scommesso su innovazione, ricerca, conoscenza, qualità e bellezza, sulla green economy. Sono infatti 341.500 le aziende italiane (circa il 22%) dell’industria e dei servizi con dipendenti che dal 2008 hanno investito, o lo faranno quest’anno, in tecnologie green per ridurre l’impatto ambientale, risparmiare energia e contenere le emissioni di Co2. Un dato che sale al 33% nell’industria manifatturiera. Lo rileva GreenItaly 2014, rapporto annuale di Unioncamere e Fondazione Symbola, presentato oggi a Roma.

Un orientamento che si rivela strategico, tanto che proprio alla nostra green economy si devono 101 miliardi di euro di valore aggiunto, pari al 10,2% dell’economia nazionale, esclusa la componente imputabile al sommerso. Oltre alla ricchezza l’economia verde (sempre più apprezzata dai consumatori italiani, il 78% di essi è disposto a spendere di più per prodotti e servizi eco-sostenibili) produce anche lavoro: già oggi in Italia ci sono 3 milioni di green jobs, ossia occupati che applicano competenze ‘verdi’.

Una cifra di tutto rispetto destinata a salire ancora nel corso del 2014. Dalle realtà della green Italy infatti arriveranno quest’anno 234 mila assunzioni legate a competenze green: ben il 61% della domanda di lavoro. Con i green jobs che diventano protagonisti dell’innovazione e determinano addirittura il 70% di tutte le assunzioni destinate alle attività di ricerca e sviluppo delle nostre aziende. Una percentuale da capogiro superiore al già alto 61,2% dello scorso anno.

25,8% imprese manifattura eco-investitrici hanno aumentato fatturato

Dall’inizio della crisi più di un’azienda su cinque ha scommesso sul green e in ogni settore: dall'high tech all'agroalimentare, dall’edilizia alla manifattura alla chimica, dall'energia ai rifiuti. Una scelta che paga: nella manifattura il 25,8% delle imprese eco-investitrici ha visto crescere il proprio fatturato nel 2013, mentre tra le non investitrici è successo solo per il 17,5% dei casi.

Le imprese manifatturiere che fanno eco-investimenti sono anche più forti all’estero: il 44% esporta stabilmente, contro il 24% di quelle che non investono. Green economy significa anche innovazione: lo scorso anno il 30% delle aziende che puntano sul verde ha sviluppato nuovi prodotti o nuovi servizi, contro il 15% di quelle che non hanno imboccato la via della green economy.

Ad oggi nell’intera economia italiana sono presenti quasi 3 milioni di green jobs, che corrispondono al 13,3% del totale nazionale. A cui si aggiungono le 50.700 figure professionali “verdi” e 183.300 figure che abbiano competenze green previste nelle assunzioni programmate dalle aziende dell’industria e dei servizi per il 2014. Nell’insieme si tratta di 234mila assunzioni, equivalenti al 61% della domanda di lavoro. Il ‘fattore green’ è determinante anche nello stimolare nuove assunzioni, il 26,6% delle imprese eco-investitrici prevedono di assumere nel 2014 contro il 12,1% delle non investitrici.

eco-investimenti nel primo semestre 2014 per 33.500 start-up green

E per quanto riguarda le nuove imprese? Nel primo semestre del 2014 quasi 33.500 start-up green hanno investito in prodotti e tecnologie verdi già nei primi mesi di vita o prevedono di farlo nei prossimi 12 mesi: ben il 37,1% del totale di tutte le aziende nate nei primi sei mesi di quest’anno. Grazie alle realtà che puntano sull’efficienza, l’Italia vanta importanti primati, è una delle economie a minore intensità di carbonio dell’Ue: per ogni milione di euro prodotto dalla nostra economia emettiamo in atmosfera 104 tonnellate di Co2, contro i 110 di Spagna, i 130 del Regno Unito e i 143 della Germania.

Siamo campioni europei nell’industria del riciclo: a fronte di un avvio a recupero industriale di 163 milioni di tonnellate di rifiuti su scala europea, nel nostro Paese ne sono state recuperate 24,1 milioni di tonnellate, il valore assoluto più elevato tra tutti i Paesi europei (in Germania ne sono state recuperate 22,4 milioni di tonnellate). L’Italia è uno dei cinque Paesi al mondo assieme a Cina, Germania, Corea del Sud e Giappone che vanta un surplus commerciale con l’estero di prodotti manifatturieri superiore ai cento miliardi di dollari.

Per quanto riguarda i consumatori, il sondaggio condotto da Swg per questo rapporto rileva che il 78% di cittadini italiani è disposto, nonostante la crisi dei consumi, a spendere di più per prodotti e servizi eco-sostenibili. Se, all’inizio del nuovo secolo, più della metà degli italiani definiva il green una moda, oggi questo dato ha mutato completamente di colore. Per il 74% dell’opinione pubblica, la green economy è un reale nuovo modo di fare impresa, economia e società.

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