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Rifiuti: la lotta agli pneumatici abbandonati passa per il web

27 novembre 2014 | 16.25
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Grazie al sito del progetto Pfu Zero del consorzio EcoTyre si potrà realizzare una vera e propria mappatura dei depositi illegali

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Segnalare la presenza di depositi abbandonati di pneumatici e creare una mappa per realizzare interventi mirati. Per farlo basta un click grazie al sito www.pfuzero.ecotyre.it dedicato al progetto del consorzio EcoTyre. Obiettivi, individuare gli pneumatici fuori uso (Pfu) abbandonati in Italia, riunire e sistematizzare le attività di raccolta straordinaria del Consorzio e sensibilizzare i cittadini sulla corretta gestione di questi rifiuti.

Con il patrocinio del ministero dell’Ambiente, il progetto "Pfu Zero" si rivolge a enti locali, associazioni e cittadini che potranno segnalare situazioni di abbandono di Pfu. Questo consentirà di creare una mappatura dei cosiddetti "stock storici", ossia i depositi di Pfu generati prima dell’entrata in vigore dell’attuale normativa in materia, che sarà condivisa con il ministero e gli altri operatori di settore per facilitare i successivi interventi di bonifica.

EcoTyre, grazie a uno stanziamento economico dedicato, interverrà su situazioni specifiche, affiancando attività di raccolta straordinaria completamente gratuite per le municipalità a iniziative di sensibilizzazione rivolte alla cittadinanza e svolte in collaborazione con associazioni ambientaliste.

Già a oggi EcoTyre ha svolto decine di questi interventi che hanno permesso di avviare al corretto recupero quasi un milione di pneumatici. Degni di nota la raccolta straordinaria in un capannone abbandonato di Fiorenzuola d’Arda in cui EcoTyre ha raccolto gratuitamente 500.000 pneumatici, quella in corso a Ghislarengo per 40.000 pneumatici e la partecipazione a Puliamo il Mondo di Legambiente e al Progetto Pfu Zero nelle isole minori con Marevivo in cui si sono create importanti iniziative di sensibilizzazione di adulti e bambini.

“Pfu Zero - dichiara Enrico Ambrogio, presidente di EcoTyre - combina la nostra esperienza in fatto di gestione degli Pfu con la volontà di contribuire a risolvere un problema residuale per il nostro paese. Sappiamo tutti che ci sono depositi abbandonati ma per intervenire la prima esigenza è individuarli. Pfu Zero nasce proprio per questo, per consentirci di avere un quadro chiaro di queste situazioni, di condividerle con il Ministero e partire con una serie di interventi di raccolta e sensibilizzazione a costo zero per le amministrazioni”.

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