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Vino: la Guida del Gambero Rosso festeggia 30 anni con edizione 2017

31 ottobre 2016 | 10.33
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Tre decenni di storia dei grandi vini italiani. I vignaioli più professionali, entusiasti e creativi, le aziende più innovative e capaci, una generazione di appassionati e intenditori cresciuta in modo esponenziale in Italia e nel mondo. È questa la rappresentazione che la guida Vini d’Italia del Gambero Rosso, unica con edizioni anche in tedesco, inglese, cinese e giapponese, ha reso nella sue trenta edizioni. A celebrarla l'edizione 2017, presentata a Roma.

“Il Gambero Rosso - ha dichiarato il presidente, Paolo Cuccia - festeggia con estrema soddisfazione la trentesima edizione della guida Vini d’Italia. In questi anni, il vino italiano ha posto le basi per successi duraturi nella qualità, oggi riconosciuta a livello mondiale. Il nostro Gruppo ha contribuito a dare visibilità ai produttori e ai territori del nostro Paese grazie a un’offerta comunicativa, promozionale e formativa unica a livello nazionale e, probabilmente, con pochi esempi similari a livello internazionale. Desidero però ripetere pubblicamente il pensiero che esprime il senso di servizio che contraddistingue l’operare del Gambero Rosso: il meraviglioso quadro della viticoltura italiana è dipinto dai produttori e dagli enologi che ogni anno si impegnano a realizzare i loro vini eccellenti, il nostro lavoro è di dare una cornice alla loro maestria".

Vini d’Italia 2017 è stata realizzata da un gruppo di degustatori, oltre 70 tra redattori e collaboratori, che hanno quest’anno degustato, in modo rigorosamente anonimo, oltre 45.000 campioni di bottiglie di vini diversi. Sono stati selezionati 22.000 vini di 2.400 aziende per i quali è stata redatta una scheda, totalmente nuova ogni anno, in cui vengono fornite tutte le notizie fondamentali dai dati produttivi a quelli territoriali. Sono inoltre fornite informazioni relative alla viticoltura biologica, biodinamica o convenzionale.

Per ogni vino è riportata la valutazione con il classico sistema del Gambero Rosso: un bicchiere per i vini buoni nella loro categoria, due bicchieri per i vini da molto buoni a ottimi e, infine, i Tre bicchieri, simbolo dell’eccellenza, riservati ai vini che hanno superato un ultimo rigorosissimo test da parte della commissione finale nelle degustazioni che si tengono alla Città del gusto di Roma.

Quest’anno sono stati prescelti 429 grandi vini provenienti: 80 dalla Toscana, 75 dal Piemonte, 38 dal Veneto, 27 dall'Alto Adige, 26 dal Friuli Venezia Giulia, 22 dalla Lombardia e dalla Campania, 21 dalla Sicilia, 20 dalle Marche, 14 dall'Emilia Romagna, 12 dall'Abruzzo, dalla Sardegna e dalla Puglia, 10 dall'Umbria e dal Trentino, 7 dal Lazio, 6 dalla Valle d'Aosta e dalla Liguria, 4 dalla Basilicata, 3 dalla Calabria, 1 dal Molise. Le aziende che hanno ottenuto un punteggio Tre bicchieri 10 o più volte ottengono una o più stelle. Ai vertici c’è Gaja con 6 stelle; Ca' del Bosco con 4; La Spinetta, Elio Altare - Cascina Nuova, Allegrini, Castello di Fonterutoli, Valentini con 3.

Un’ulteriore selezione è data dai premi Premi speciali. Il Rosso dell'anno è un Gioia del Colle Primitivo, il Muro Sant'Angelo Contrada Barbatto '13 di Chiaromonte. Il Bianco dell'anno è un Verdicchio dei Castelli di Jesi, il Classico Superiore Misco '15 di Tenuta di Tavignano. Il premio Bollicine dell'anno va alla ventesima annata di un Valdobbiadene, il Giustino B. '15 della Ruggeri & C. Il premio Dolce dell'anno l’ha ottenuto la friulana Lis Neris che ha proposto un Tal Lùc Cuvée Speciale, un vino da meditazione frutto del taglio di due annate, la 2006 e la 2008. La Cantina dell'anno ha premiato Bellavista, azienda franciacortina capofila del gruppo Terra Moretti che vanta una collezione di maison di livello tra Franciacorta e Toscana. Il Miglior rapporto qualità-prezzo va al Pecorino '15 dell'abruzzese Tiberio, mentre il Viticoltore dell'anno è Aimone Vio, un vigneron ligure di talento e passione. La Cantina emergente è la chiantigiana Istine, una realtà dal sicuro avvenire. Il premio per la Viticoltura sostenibile, infine, alla cantina Roccafiore dell’Umbria.

Ogni dieci anni è consuetudine, poi, dei curatori segnalare i Tre Bicchieri 'riscoperti': si tratta di vini che all'epoca delle degustazioni non avevano pienamente convinto il panel, ma che nel corso degli anni, attraverso nuovi assaggi, hanno dimostrato tutto il loro valore oltre a un'indubbia longevità e hanno quindi meritato i Tre bicchieri.

E' stato presentato anche il nuovo Master Executive che Gambero Rosso Academy, in partnership con l’Università degli studi di Siena, propone: il Wine Sustainability Management. Tutto ciò che c'è da sapere sul management della sostenibilità del vino, con una formula che viene incontro ai bisogni dei professionisti: lezioni nei week-end, moduli acquistabili separatamente, con lezioni frontali e visite in azienda. Questo corso è nato dal progetto Equalitas, voluto da Unione italiana vini e FederDoc a cui ha contribuito e partecipa Gambero Rosso.

E per celebrare la trentesima edizione della Guida si è svolto anche un ciclo di degustazioni verticali che ha visto protagonisti tre grandi attori della storia enologica italiana: Sassicaia (stappate 44 annate, molte delle quali ormai introvabili, a partire dalla 1968); Silvio Jermann con il suo Vintage Tunina (blend di chardonnay, sauvignon, ribolla gialla e malvasia istriana e picolit, che in 20 diversi millesimi, a partire dal 1979, ha mostrato una definizione e un’identità ben marcata); cuvée di Guido Berlucchi & C. Franco Ziliani, padre della Franciacorta, che ha ripercorso la storia della denominazione attraverso 16 annate di Franciacorta, 12 da una collezione privata conservata in punta, arrivando al 1988, e 4 della cuvée Palazzo Lana Extreme.

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