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Armenia: la 'Kardashianmania' arma di Erevan contro Ankara

13 aprile 2015 | 14.43
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La visita della star dei reality Usa accostata alle parole del Papa. Il fastidio dei media turchi. Le immagini dell'omaggio al Memoriale che ricorda le vittime hanno fatto il giro del mondo

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Kim Kardashian durante la sua visita a Erevan, in Armenia (Foto Afp)

Sono bastati pochi giorni a Kim Kardashian per trasformarsi, da potenziale motivo di imbarazzo, in popolare "arma" contro Ankara nel secolare scontro che si riaccende tra l'Armenia e la Turchia ogni volta che viene evocato il genocidio del 1915. Le foto della visita che la star Usa ha compiuto venerdì ad Eravan al memoriale che ricorda la morte di 1,5 milioni di armeni ad opera dei soldati dell'allora Impero ottomano hanno fatto il giro del mondo. Un'occasione, per il governo armeno, di attirare l'attenzione del mondo sul centenario del genocidio del 24 aprile, prima ancora che le parole pronunciate domenica da Papa Francesco suscitassero la seccata reazione di Ankara.

Ad accostare l'immagine della Kardashian all'intervento del Pontefice ci ha pensato l'emittente britannica Channel 4, che al suo pubblico ha spiegato: "Cosa hanno in comune Kim Kardashian e il Papa?". Il ricordo del genocidio degli armeni che tanto fa infuriare la Turchia, la risposta. Del resto, la visita della Kardashian nella sua "Madre Armenia", come lei stessa l'ha definita su Twitter, è stata attentamente monitorata dai media turchi. Ne hanno scritto i quotidiani Haberturk e Cumhuriyet, mentre il sito Superhabertv scriveva preoccupato che la visita al Memoriale delle vittime del genocidio poteva tradursi in "propaganda del genocidio sui canali tv statunitensi".

"All'inizio la gente si sentiva a disagio per visita dei Kardashian, dopo tutto questa è una società conservatrice. Ma prima d'ora non si era mai parlato in questo modo dell'Armenia sui media più diffusi. Questo dimostra che l'identità armena è ancora viva. Sono sicuro che per la Turchia tutto questo sia un incubo. Alcuni lì hanno commentato che Kim Kardashian è l'ultima arma usata dagli armeni. Ci mancherà", ha detto al Guardian lo storico armeno Vahram Ter-Matevosyan.

Una folla di fan ha accompagnato ogni istante della sua permanenza

L'impressione dello studioso è stata confermata dal ministro armeno per la diaspora, Hranush Hakobyan, che nei confronti della visita della star Usa della tv e volto (e corpo) notissimo dei social network si è lasciato andare a commenti entusiasti: "Kim Kardashian è venuta a rendere omaggio alle vittime e lei ha milioni di follower. Se scrive o dice qualcosa per noi è una pubblicità incredibile. La maggior parte delle persone non sa nemmeno dove si trovi l'Armenia".

Con lo stesso entusiasmo la Kardashian, accompagnata nel suo viaggio della memoria dalla figlioletta North, dalla sorella Khloe e dal marito, il rapper Kanye West, è stata seguita dagli armeni durante i giorni della sua permanenza in Armenia. Una folla di fan stazionava stabilmente davanti all'albergo a cinque stelle di Erevan nel quale alloggiava. Ogni suo spostamento, con tanto di scorta della polizia, provocava il blocco del traffico cittadino. E se i giornalisti e il pubblico sono stati tenuti a distanza durante la visita che le sorelle Kardashian hanno compiuto sabato a Gyumri, la cittadina lungo il confine con la Turchia dalla quale i suoi antenati partirono per gli Stati Uniti, i fan venivano costantemente aggiornati su Twitter e Instagram.

Tutto, compreso l'incontro con il primo ministro Hovik Abarahamyan e il concerto a sorpresa tenuto da Kanye West a Erevan, finirà nel reality show di famiglia, 'Al passo con i Kardashian'. Tra i programmi della star Usa sembrerebbe esserci anche la realizzazione di un documentario sul genocidio. Dopo l'Armenia, la Kardashian, sempre accompagnata da marito e figlia, è atterrata stamani in Israele per una visita a luoghi sacri di Gerusalemme. Potenzialmente, un altro motivo di grande fastidio per la Turchia.

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