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La Lega scrive al 'capofamiglia' e chiede voto per Sboarina, è polemica a Verona

08 giugno 2022 | 16.04
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Fa discutere a Verona la lettera che i cittadini scaligeri si sono trovati nella cassetta della posta, con l'invito 'Barra il Simbolo della Lega - Sboarina sindaco', in vista del prossimo voto del 12 giugno, per scegliere il primo cittadino del capoluogo veneto. Nell'intestazione della lettera agli elettori, con l'invito al voto per Federico Sboarina, primo cittadino uscente che viene appoggiato da Lega e Fdi (Fi ha scelto invece di schierarsi con l'ex sindaco Flavio Tosi), si legge 'alla cortese attenzione del capofamiglia', con una dicitura che sa quantomeno di antico. E che sta attirando critiche e sberleffi anche sul web all'entourage di Sboarina.

"La Lega e Sboarina ancora una volta dimostrano di essere indietro di 50 anni rispetto alla storia", attaccano dal Pd: "Quella del 'capofamiglia' è una "figura che non esiste più dal 1975 con la riforma del diritto di famiglia che abroga tale termine. Ma evidentemente la Lega e Sboarina non lo sanno e preferiscono indirizzare le lettere al 'capofamiglia', appunto, che fino al 1975 era l’uomo, al quale venivano riconosciuti giuridicamente e socialmente autorità sugli altri membri".

"Sperano così che sia il marito che detta la linea politica alla moglie, come se le donne non avessero capacità di intendere e di volere", accusano i democratici. "Ancora una volta la Lega e Sboarina umiliano la figura della donna. Se si tratta di un errore (ma dubito) è il caso che il Sindaco uscente chieda scusa e prenda le distanze da questo modo misogino di fare politica, per il quale è stato sbeffeggiato già da mezza Italia con le nomine solo maschili nel cda di Verona Fiere", scrive su Facebook, Federico Benini, capogruppo Pd in consiglio comunale.

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